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PARIGI - "Questo crimine non resterà impunito". Con queste parole il presidente francese ha commentato l'annuncio, in diretta televisiva, dell'uccisione di Michel Germaneau, tenuto in ostaggio da aprile nel deserto del Mali, da parte di una cellula maghrebina di Al Qaida.
"Più che mai, siamo determinati a lottare contro il terrorismo sotto tutte le sue forme e a sostenere i Paesi che hanno il coraggio di combattere questa barbarie" ha sottolineato Sarkozy, annunciando che già stasera il ministro degli Esteri Bernard Kouchner partirà per il Sahel (Niger, Mali e Mauritania) "per esaminare con le autorità locali e i nostri ambasciatori le misure di sicurezza da prendere".
"Condanno quest'atto barbaro, quest'atto odioso che ha fatto una vittima innocente, che passava il suo tempo ad aiutare la popolazione locale - ha dichiarato ancora il capo dello Stato francese - Hanno ucciso a sangue freddo una persona di 78 anni malata di cuore, a cui avevano rifiutato di far arrivare le medicine necessarie".
Sarkozy è poi tornato a denunciare la mancanza di cooperazione dei rapitori, una cellula già protagonista di atti di violenza spietata, come l'esecuzione nel maggio scorso di un altro ostaggio, un britannico. "Dal 12 luglio Michel Germaneau era sotto il peso di un ultimatum che non era altro che l'annuncio di un omicidio programmato", ha spiegato, ribadendo che la minaccia dei terroristi "non è mai stata accompagnata da alcun tentativo di dialogo con le autorita' francesi o locali" e che "dopo il mese di maggio non era stata fornita alcuna prova dello stato in vita" dell'ostaggio.

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SDA-ATS