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Torna in tribunale il magazine Closer che pubblicò lo scoop sulla relazione clandestina tra il presidente francese Francois Hollande e l'attrice Julie Gayet.

Dopo la condanna del giornale - del gruppo Mondadori France - lo scorso aprile, nella causa civile, a pagare 15.000 euro di danni e interessi alla Gayet, quest'ultima ha riportato oggi davanti ai giudici di Nanterre, alle porte di Parigi, per la causa penale, il direttore generale di Mondadori Magazines France, Carmine Perna e la direttrice della redazione di Closer, Laurence Pieau, oltre ai paparazzi autori degli scatti, Sebastien Valiela, e il suo collaboratore Laurent Viers. Sono accusati di "violazione della privacy" e rischiano una pena di un anno di prigione e fino a 45.000 euro di multa.

Le foto incriminate non sono quelle della rue du Cirque (la via dell'appartamento degli incontri d'amore segreti tra il presidente e l'attrice) che fecero scoppiare lo scandalo, bensì quelle di un numero di Closer successivo che ritraggono la Gayet nella sua auto.

Secondo la testimonianza dell'attrice e la geolocalizzazione, i giudici avevano concluso, ad aprile, che l'autore di quelle foto è Laurent Viers. Quest'ultimo è inoltre accusato di "falso" perché la polizia ha ritrovato in casa sua un falso tesserino da giornalista. Mentre i responsabili del magazine sono perseguiti per avere utilizzato le foto senza l'autorizzazione dell'attrice.

"È un caso semplice - ha detto il legale della Gayet - fare una foto di una persona in un luogo privato come un'auto è un reato".

SDA-ATS