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Ancora rivelazioni sui presunti complici di Amedy Coulibaly e dei fratelli Kouachi, gli autori delle stragi jihadiste di inizio gennaio a Parigi. Circa 4 mesi dopo gli attentati del 7 e del 9 gennaio gli inquirenti hanno scoperto un nuovo gruppo di presunti complici.

Molto rapidamente, dopo gli attacchi, le autorità francesi avevano identificato un gruppetto di delinquenti di banlieue, sospettati di aver aiutato il killer dell'Hyper Cacher a procurarsi a procurarsi gilet anti-proiettile, coltelli, guanti e una pistola elettrica (Taser). "Ma una seconda cerchia di 'fornitori' - scrive oggi Le Monde - potrebbe aver svolto un ruolo ancora più importante nel sostegno logistico" al killer di Montrouge e della Porte de Vincennes, il terrorista francese di origini maliane che aveva affermato di aver agito in nome dell'Isis. Sono ormai sette gli indagati in detenzione provvisoria per fatti legati ad azioni terroristiche nel quadro degli attentati di inizio gennaio.

I primi ad essere stati fermati, a metà gennaio, si chiamano Willy P. (28 anni), Christophe R. (25 anni), Tonino G. (22 anni) e Nezar A. (30 anni). Due altri sono stati presi a metà marzo: Amar R. (33 anni) e Saïd M. (25 anni). Poi, un ultimo, a fine marzo: Ali Riza P. (30 anni).

Un groviglio di presunte responsabilità difficile da districare. Tuttavia, a forza di interrogatori e analisi tecniche, scrive Le Monde, gli inquirenti sospettano questi ultimi di aver aiutato Coulibaly ad ottenere le armi di cui aveva bisogno e che quest'ultimo avrebbe potuto fornire a sua volta ai fratelli Kouachi.

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SDA-ATS