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Uno studio dell'Insee, l'istituto nazionale francese di statistica, scuote i luoghi comuni sull'immigrazione.

Secondo gli esperti che lo hanno realizzato, il tasso netto di migrazione - vale a dire la differenza tra entrate e uscite - è crollato a livelli quantomeno sorprendenti: 33.000 nel 2013 contro 112.000 nel 2006.

In pratica, se il numero di ingressi è aumentato rispetto a sette anni prima (al primo gennaio 2014 la Francia contava l'8,9% di immigrati, 0,8 punti in più rispetto al 2006), lo ha fatto in misura minore rispetto al numero di partenze.

L'altro dato riguarda la quantità di persone nate in Francia che hanno scelto di andare via, raddoppiato in sette anni: nel 2013, circa 197.000 persone hanno lasciato la République, 59.000 in più rispetto al 2006. L'80%, precisa l'Insee, ha un'età compresa tra i 18 e i 29 anni, spesso "in età di studio o all'inizio di un'attività professionale".

Secondo Le Monde, lo studio dell'Istituto nazionale di statistica chiarisce così "la complessità dei movimenti della popolazione". Una realtà, aggiunge il grande quotidiano parigino, ben "distante dagli slogan riduttori della politica".

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SDA-ATS