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Francia, vincono l'astensione e Philippe a Le Havre

Edouard Philippe si conferma in crescita di popolarità. KEYSTONE/EPA/CHRISTOPHE PETIT TESSON sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 28 giugno 2020 - 21:23
(Keystone-ATS)

Ha vinto l'astensione, arrivata al livello di record del 60%, nel ballottaggio dei sindaci francesi.

Un secondo turno voluto a tutti i costi dalla Francia dopo che il primo - il 15 marzo - aveva sollevato una bufera di polemiche per la decisione del governo di confermarlo a due giorni dal lockdown.

L'astensione è letteralmente esplosa anche rispetto a quella di oltre il 54,5% del primo turno. Il ballottaggio paga, in termini di partecipazione, la demotivazione di chi ha visto eliminare il proprio candidato al primo turno ma la cifra record è tale da provocare nel presidente Emmanuel Macron "preoccupazione". A contare, è stato anche il clima molto caldo e l'evidente rifiuto di molti di recarsi alle urne con mascherine e precauzioni anti-pandemia dopo i brutti ricordi del 15 marzo.

Mentre arrivano i primi risultati, spicca il trionfo - con il 58% a Le Havre, nel nord - del primo ministro Edouard Philippe, che conferma il suo balzo di popolarità raggiunto durante i tre mesi di emergenza sanitaria. Per Macron, che gli ha subito telefonato per rallegrarsi, un problema in più, in quanto il panorama dei candidati del suo partito, La République en Marche, è desolante: candidati battuti ovunque, nessun entusiasmo, né personalità emergenti a livello locale.

L'unico della maggioranza a convincere è stato proprio colui che più di tutti - per la sua popolarità crescente, in controtendenza con quella del capo dell'Eliseo - rischia di fargli ombra. Si avvicina, questa sera, la decisione di un rimpasto di governo nel quale Philippe - uomo che ha guidato fin dall'inizio il governo durante il mandato di Macron, che lo ha pescato nella destra dei Républicains - potrebbe essere sostituito. I due si vedranno domattina in un faccia a faccia. Qualcuno si spinge a ipotizzare un Philippe pronto a candidarsi alle presidenziali nel 2022.

Anne Hidalgo si avvia, secondo le prime stime, ad una conferma a Parigi, contro le avversarie Rachida Dati (Républicains) e Agnès Buzyn (La République en Marche), alla fine di complicati calcoli dei risultati nei vari arrondissement.

Esulta anche Marine Le Pen per la vittoria del suo ex compagno Louis Aliot a Perpignano, nel sud. È la prima volta che l'estrema destra del Rassemblement National va a governare una città di oltre 100'000 abitanti. Ma è anche, al momento, l'unica vittoria del partito della Le Pen in queste elezioni.

Altro scossone alla tradizione è a Lille, nel nord, dove potrebbe finire - al quarto tentativo di diventare sindaca - il "regno" della socialista Martine Aubry, impegnata in un testa a testa all'ultimo voto con l'ecologista Stéphane Baly. Molti gli ecologisti che hanno conquistato dei comuni, l'"onda verde" che era stata annunciata sembra confermarsi. Soddisfatti di una ripresa a livello locale anche i dirigenti della destra dei Républicains e del Partito socialista, i grandi sconfitti delle presidenziali e delle politiche del 2017.

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