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Il clima di pessimismo dopo lo choc monetario perde leggermente di intensità, ma per le imprese svizzere, forse, il peggio deve ancora venire. Lo afferma un sondaggio svolto dalla società di consulenza Deloitte presso i responsabili finanziari di 111 aziende.

Quattro imprese su cinque, nel solco del processo di adeguamento dovuto all'abbandono della soglia minima di cambio con l'euro, stanno pianificando una riduzione dei costi imputabili al personale, secondo quanto riporta oggi la "Sonntagszeitung".

Da gennaio a oggi diversi responsabili d'azienda hanno proceduto alla riduzione di posti di lavoro, oppure all'allungamento degli orari lavorativi senza aumenti salariali. Stando al sondaggio, all'orizzonte si profila comunque un ulteriore giro di vite: quasi la metà delle società consultate prendono infatti in considerazione l'eventualità di tagli occupazionali, il 61% pensa di introdurre un blocco delle assunzioni e il 57% un congelamento delle retribuzioni.

In un contesto di costante rafforzamento del franco rispetto alle altre valute le imprese sono costrette a varare provvedimenti per tutelare la propria competitività, afferma il capo economista di Deloitte Michael Grampp. Ma accanto alle misure di risparmio il mondo economico può azionare altre leve, puntando ad esempio sull'innovazione.

A questo proposito risulta che più della metà dei responsabili finanziari intervistati pianifica un aumento degli investimenti a favore dell'innovazione nei prossimi tre anni. Resta il fatto che "un numero maggiore di imprese devono riconoscere l'importanza dell'innovazione e degli investimenti nelle nuove tecnologie" se si vuole mantenere l'alta competitività di cui gode attualmente l'economia svizzera.

In generale, stando all'inchiesta, i direttori finanziari, dopo il terremoto monetario di inizio anno, guardano al futuro con un po' più di fiducia. Dopo il crollo del primo trimestre vi sono in altri termini segnali di una progressiva attenuazione del clima di pessimismo.

Nei primi tre mesi dell'anno i responsabili che giudicavano in modo negativo le prospettive dell'economia svizzera nei dodici mesi successivi rappresentavano il 60%: oggi la percentuale è scesa al 41%. Anche le aspettative riguardo all'evoluzione degli affari sono leggermente migliorate: il 53% dei responsabili delle finanze pronostica comunque un calo del fatturato e quasi i tre quarti prevedono un calo dei margini operativi.

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SDA-ATS