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Franco forte: datori per più tempo di lavoro o taglio paghe

Questo contenuto è stato pubblicato il 07 novembre 2011 - 15:28
(Keystone-ATS)

In vista di un ulteriore peggioramento delle condizioni economiche, e soprattutto per la forza del franco, le aziende devono poter reagire in fretta "con misure che riguardano il personale" come un prolungamento del tempo di lavoro o riduzioni salariali. È quanto rivendica l'Unione svizzera degli imprenditori (USI).

Queste opzioni devono comunque essere "utilizzate con responsabilità" e non generalizzate. Si tratta di "misure d'emergenza" per evitare perdite di impieghi sotto la pressione del franco, ha sottolineato il presidente dell'USI Valentin Vogt in una conferenza stampa oggi a Berna. Vista l'urgenza della situazione non devono però rimanere un tabù. Devono inoltre essere riesaminate periodicamente, e, per questione di equità, interessare anche i quadri.

Oltre a incrementi del tempo di lavoro e diminuzioni salariali, fra le misure "eccezionali" per le aziende che altrimenti devono tagliare posti dovrebbe figurare anche la possibilità di pagare i frontalieri in euro. Ma secondo la direzione dell'USI per i prossimi anni si tratta soprattutto di "preservare l'attrattiva della piazza economica svizzera e intensificare gli sforzi di riforma".

Non da ultimo, va assolutamente garantita l'apertura del mercato del lavoro verso l'UE, respingendo le iniziative contrarie alla libera circolazione delle persone, ha aggiunto il direttore dell'USI Thomas Daum. È infatti vitale disporre di sufficiente personale qualificato, e il mercato interno non è in grado di rispondere alla richiesta.

D'altro canto, in periodi come questo, l'USI respinge carichi supplementari per l'economia. Ad esempio, l'iniziativa "Sei settimane di vacanza per tutti", del sindacato Travail.Suisse, è "totalmente fuori luogo nella situazione attuale" e manda un cattivo segnale in favore di una crescita dei costi del lavoro sul mercato elvetico, secondo il vicepresidente dell'USI Wolfgang Martz.

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