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Franco forte: direttore economia Berna per fondo statale

Questo contenuto è stato pubblicato il 19 luglio 2011 - 17:30
(Keystone-ATS)

L'idea di un fondo statale quale mezzo per controbilanciare gli effetti nefasti dell'apprezzamento del franco è sostenuta anche da Andreas Rickenbacher, consigliere di Stato bernese e vicepresidente della Conferenza dei direttori cantonali dell'economia. A suo parere la proposta lanciata da un esperto dell'UBS è "accattivante", e propone alla Confederazione di darsi da fare.

"Come altri Paesi hanno le materie prime, anche noi abbiamo una forza: la nostra valuta", afferma Rickenbacher dalle pagine dell'edizione odierna del Blick. "Finalmente - sottolinea - qualcuno dice come si possa utilizzare attivamente la materia prima-franco e trarne profitto".

Il progetto di un fondo statale per un ammontare di 100 miliardi di franchi è stato ventilato da Caesar Lack, economista dell'UBS: la Confederazione si procura i soldi tramite l'emissione di titoli di stato federali sottoscritti dalla Banca nazionale (BNS). I miliardi raccolti dovrebbero poi essere investiti all'estero, riducendo così la robustezza del franco.

Secondo Rickenbacher la somma andrebbe spesa in titoli di stato solidi oppure in obbligazioni e azioni di grandi imprese. Se il valore degli investimenti lievita, la Confederazione si assicura introiti maggiori che possono poi essere investiti nell'economia nazionale, ad esempio come contributo ai premi di assicurazione malattia - ha spiegato Rickenbacher all'ats.

Il punto dolente: la Confederazione deve indebitarsi per 100 miliardi di franchi e corre forti rischi speculativi. Inoltre la Legge sulla Banca nazionale vieta espressamente alla banca centrale questo genere di affari: (Art. 11, paragrafo 2) la BNS "non può concedere né crediti né scoperti di conto alla Confederazione, né acquistare all'emissione titoli di Stato".

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