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Le aziende elvetiche traggono solo limitatamente profitto dall'abbassamento dei prezzi per le forniture estere in seguito alla revoca del tasso di cambio minimo per l'euro da parte della Banca nazionale svizzera (BNS). I fatturati calano in maniera più forte dei costi e gli utili si riducono a volte anche marcatamente. Lo afferma il Centro di ricerca congiunturale del Politecnico di Zurigo (KOF), che ha condotto un sondaggio speciale prima della decisione della BNS.

Il KOF ha interrogato quasi 9000 imprese di tutti i settori dell'industria, della costruzione e dei servizi. È stato chiesto come varierebbero le loro cifre se l'euro dovesse scendere a 1,10 franchi.

Tendenzialmente gli effetti variano molto tra le ditte e i rami d'attività: l'industria reagisce più negativamente dei servizi o della costruzione quanto agli attesi cali delle vendite e degli utili. Al contempo è proprio il settore secondario a veder diminuire maggiormente i propri costi grazie a importazioni più convenienti.

Nel terziario tra i più toccati è il ramo alberghiero, mentre nell'industria sono i fabbricanti di macchine, i fornitori dell'industria automobilistica e i produttori di metalli.

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SDA-ATS