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Sostenere il turismo elvetico permettendo di dedurre fiscalmente le spese per le vacanze trascorse nel nostro Paese non rafforzerebbe questo settore a lungo termine e creerebbe disparità di trattamento.

È quanto pensa il Consiglio federale, che respinge una mozione del consigliere nazionale Lorenzo Quadri (Lega/TI) volta a mitigare gli effetti dell'apprezzamento del franco.

Secondo il deputato ticinese, l'abbandono della soglia minima di cambio con l'euro frena i potenziali visitatori provenienti soprattutto dall'Europa.

La possibilità di dedurre le spese per le vacanze porterebbe secondo Quadri una boccata di ossigeno a un settore in difficoltà, dal momento che simile provvedimento potrebbe incoraggiare molti residenti a pernottare in Svizzera piuttosto che all'estero. Ciò bilancerebbe, almeno in parte, l'annunciata flessione degli arrivi dall'UE, si legge nel testo della mozione.

Per il Consiglio federale, una simile misura sarebbe problematica "dal profilo dell'ordinamento politico", poiché creerebbe "un privilegio contrario al sistema". Oltre a non rafforzare a lungo termine il settore del turismo, stando all'esecutivo simili deduzioni avvantaggerebbero "i contribuenti con redditi elevati, che possono comunque permettersi vacanze in Svizzera". Inoltre, altri settori economici colpiti dalla crisi attuale potrebbero chiedere di godere di un simile vantaggio.

Di principio, il Consiglio federale non intende ricorrere a misure fiscali per smorzare le ripercussioni negative del franco forte ma preferisce concentrarsi su "un rapido e mirato miglioramento delle condizioni quadro per le aziende turistiche", come prevede il messaggio del 18 febbraio scorso sulla promozione della piazza economica per gli anni 2016-2019. Quest'ultimo contempla tra l'altro un sostegno finanziario di 250,5 milioni di franchi.

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SDA-ATS