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Lavorare più a lungo, ma con la garanzia di un salario immutato e del mantenimento del posto di lavoro: è la soluzione concordata fra il costruttore ferroviario turgoviese Stadler Rail, la commissione del personale e il sindacato Unia per far fronte all'impatto del franco forte.

Stando a quanto riferito oggi dal "Blick" e confermato dall'impresa interessata l'intesa è stata siglata con una stretta di mano in una sala riunioni all'aeroporto di Kloten (ZH) dall'ex consigliere nazionale Peter Spuhler, proprietario e direttore di Stadler Rail nonché figura di spicco dell'UDC, e da Corrado Pardini, consigliere nazionale (PS/BE) e membro della direzione nazionale di Unia.

Nelle ultime settimane sono state valute intensamente diverse misure. L'accordo infine trovato prevede un aumento dell'orario settimanale da 42 a 45 ore sino alla fine del 2015, con la clausola di una possibile revoca del provvedimento nel caso in cui dovesse migliorare la situazione sul fronte valutario.

In cambio l'impresa garantisce che non vi saranno licenziamenti per motivi economici, che non saranno toccati i salari e che verrà impiegato al massimo il 15% di manodopera temporanea. Inoltre ogni tre mesi i partner sociali verificheranno la situazione. Rimangono altresì in vigore le ulteriori disposizioni del contratto collettivo, per esempio in relazione ai salari minimi o alla possibilità di compensare gli straordinari.

Il gruppo Stadler Rail - 6500 dipendenti, di cui 3000 in Svizzera - è particolarmente colpito dall'abolizione del tasso minimo di cambio con l'euro, visto che i due terzi della sua produzione vengono venduti all'estero.

Il compromesso trovato con i rappresentanti dei lavoratori è interessante alla luce dei rapporti tesi fra Swissmem - l'organizzazione padronale del settore della meccanica, elettrotecnica e metallurgica, che vede fra l'altro anche lo stesso Spuhler fra i vertici - e Unia. "Le parti sociali devono tirare la corda insieme: così salviamo i posti di lavoro in Svizzera", afferma l'ex consigliere nazionale turgoviese in dichiarazioni riportate dal "Blick".

"Io credo che se fa scuola questo modo di interpretare il partenariato sociale è un bel passo in avanti", gli fa eco Pardini, intervistato dalla radio RSI. "È il primo accordo che ha una simmetria: da una parte vi è il datore di lavoro che dà delle garanzie e dall'altra noi siamo disposti in queste circostanze ad aumentare moderatamente l'orario di lavoro". Alla luce di quanto sta succedendo in Ticino Pardini ha anche invitato i datori di lavoro a sud della Alpi a "prendersi il tempo e trovare il modo di dialogare" con la controparte.

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SDA-ATS