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Frase su Hitler, esponente UDC dà dimissioni, ma altre polemiche

Le sezioni locali vivono spesso di vita propria. KEYSTONE/URS FLUEELER sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 23 dicembre 2019 - 11:28
(Keystone-ATS)

Alla fine ha rassegnato le dimissioni l'esponente UDC svittese estensore di un commento su Facebook che ricordava la figura di Adolf Hitler: la sua sezione locale, che era stata minacciata di espulsione, rimane però in aperta polemica con le istanze superiori.

La sezione di Wägital ha preso atto ieri delle dimissioni immediate inoltrate dal suo vicepresidente Manuel Züger, si legge in un comunicato odierno. Il locale gruppo UDC della poco popolosa vallata al confine con il canton Glarona si dice però delusa per la decisione e rimane dell'avviso che Züger non abbia commesso nulla di sbagliato.

Non solo: la sezione spara a zero sul presidente cantonale Roland Lutz, reo a suo avviso di aver cercato l'effetto prorompente sui media e di essersi profilato a livello personale, con un occhio alla sua candidatura per il Gran consiglio nelle elezioni della prossima primavera. "Grave è il fatto che Lutz sia stato fin dall'inizio completamente prevenuto e che, senza aver mai parlato con Züger, ne abbia chiesto pubblicamente l'espulsione immediata". L'UDC di Wägital mette fra l'altro in dubbio l'integrità personale del presidente, a causa dei testi delle canzoni del gruppo rock di cui l'interessato è chitarrista e cantante.

Tutto era partito da una frase scritta su Facebook il 6 dicembre da Züger: "Das Einzige, was wieder nach Deutschland gehörte, ist ein neuer Onkel Dolf" (letteralmente: l'unica cosa che appartiene di nuovo alla Germania è un nuovo zio Adolfo). Nessuna apologia del nazismo, si afferma nella vallata: "il comitato esecutivo dell'UDC Wägital, insieme al suo vicepresidente Züger, prende ancora una volta chiaramente e inequivocabilmente le distanze da qualsiasi ideologia nazista e dalle sue atrocità", si legge nel comunicato odierno.

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