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Dopo anni di negoziati e polemiche, l'accordo tra la Svizzera e l'Italia sulla tassazione dei frontalieri - che sostituirà quello del 1974 - è in dirittura d'arrivo. Le delegazioni attive sul fronte delle trattative hanno infatti parafato oggi l'intesa.

Lo si legge in una nota odierna della Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI). L'Italia, tuttavia, si attende da parte elvetica una soluzione "euro-compatibile" in merito all'applicazione dell'iniziativa UDC contro l'immigrazione di massa.

Firma e ratifica da parte italiana sono infatti subordinate "all'assenza di ogni forma di discriminazione e alla individuazione di una soluzione 'euro-compatibile' nell'adeguare la legislazione svizzera al risultato del voto popolare sull'iniziativa del 9 febbraio 2014", si legge in una nota unilaterale del Ministero italiano dell'economia e delle finanze.

Per quanto riguarda l'imposizione dei frontalieri, precisa il comunicato della SFI, "lo Stato in cui viene svolta l'attività lavorativa imporrà il reddito da lavoro dipendente al 70% - il Ticino chiedeva l'80%, n.d.r. - al massimo dell'imposta risultante dall'applicazione delle imposte ordinarie sui redditi delle persone fisiche. Lo Stato di residenza applicherà le proprie imposte sui redditi delle persone fisiche ed eliminerà la doppia imposizione".

Il testo siglato oggi fornisce inoltre una definizione di aree di frontiera: per la Svizzera i Cantoni dei Grigioni, del Ticino e del Vallese e, nel caso dell'Italia, le Regioni Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Provincia Autonoma di Bolzano.

Possono inoltre definirsi lavoratori frontalieri coloro che "vivono nei comuni i cui territori ricadono, per intero o parzialmente, in una fascia di 20 chilometri dal confine e che, in via di principio, ritornano quotidianamente nel proprio Stato di residenza". L'accordo prevede inoltre lo scambio di informazioni in formato elettronico riguardanti i redditi da lavoro dipendente dei lavoratori frontalieri.

Circa Campione d'Italia, la Svizzera e l'Italia hanno convenuto di istituire un Comitato Congiunto al fine di negoziare una soluzione complessiva sulle questioni fiscali e non fiscali.

Le parti hanno inoltre esaminato una serie di possibili soluzioni pragmatiche sulle questioni di fiscalità indiretta. Nei prossimi mesi, con l'obiettivo di trovare una soluzione entro l'estate 2016, i negoziati proseguiranno su due possibili soluzioni: un rimborso forfetario e un contingente limitato ad valorem di merci tracciabile non assoggettato ad imposizione indiretta (IVA, accise e diritti doganali prelevati dalla dogana).

Il testo in questione fa parte della "road map" tra l'Italia e la Svizzera volta a regolare tutta una serie di questioni fiscali tra i due Paesi.

Oltre al nuovo modello d'imposizione dei frontalieri, Roma e Berna hanno per esempio già negoziato un protocollo che modifica la Convenzione per evitare le doppie imposizioni volto ad introdurre lo scambio di informazioni fiscali su richiesta tra i due Paesi, nell'attesa che si passi allo scambio automatico. Durante la sessione invernale, il Consiglio nazionale ha approvato questa intesa. Ora spetterà al Consiglio degli Stati pronunciarsi in merito.

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SDA-ATS