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Frontalieri, studiare nuovo sistema di tassazione con Italia

Il Consiglio federale dovrà studiare gli effetti di un eventuale tassazione dei frontalieri italiani sulla base delle aliquote più elevate praticate in Italia. È quanto domanda un postulato del consigliere nazionale Lorenzo Quadri (Lega/TI) adottato oggi dal plenum. Stando a Quadri, questo sistema permetterebbe al Ticino e a Roma di incassare di più e contribuirebbe a limitare gli effetti del dumping salariale.

Per il deputato leghista, Italia e Svizzera dovrebbero sottoscrivere un accordo che preveda l'assoggettamento fiscale dei frontalieri alle aliquote italiane, notoriamente ben più elevate di quelle elvetiche. La Svizzera, incaricata del prelievo fiscale, tratterrebbe l'intera quota dell'attuale imposta alla fonte (quindi senza ristorno del 38,8%). La differenza verrebbe trasferita all'Italia.

Questo sistema, secondo Lorenzo Quadri, avrebbe vantaggi finanziari per tutti. Di riflesso, visto l'incremento del prelievo fiscale sulla busta paga dei frontalieri, questi ultimi non avrebbero più interesse ad accettare lavori sottopagati.

Il postulato è stato approvato nonostante l'invito contrario del Consiglio federale. La ministra delle finanze Eveline Widmer-Schlumpf ha ricordato i negoziati fiscali in corso con l'Italia che dovrebbero sfociare su un risultato, si spera, buono per entrambi. A suo avviso, non è quindi il caso di appesantire ancora di più questo dossier.

La consigliera federale ha tuttavia voluto togliersi un sassolino dalla scarpa, precisando che la richiesta di Quadri presuppone l'applicazione in Ticino del diritto fiscale italiano per la tassazione dei frontalieri, un unicum a detta della grigionese in governo che mal si concilia col principio di sovranità, fiscale o meno, di uno Stato.

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