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La possibilità che in un futuro prossimo i frontalieri possano chiedere di essere tassati in via ordinaria, godendo quindi anche delle deduzioni concesse ai residenti, potrebbe presto diventare realtà.

La Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale (CET-N) ha deciso infatti di affrontare, senza opposizioni, la revisione della legge sulla tassazione alla fonte. La proposta per un secondo rinvio del dossier è stata respinta.

L'esame di questo dossier era stato sospeso nel febbraio scorso, dopo che la CET-N aveva sentito i rappresentanti di Ginevra e del Ticino, come anche i rappresentanti della Conferenza dei direttori cantonali delle finanze. Il Consiglio di Stato ticinese aveva in particolare fatto sapere di temere un'emorragia del gettito fiscale e oneri amministrativi importanti derivanti dalle difficoltà di accertamento.

Allora, il presidente della commissione Ruedi Noser (PLR/ZH) aveva dichiarato all'ats che la sospensione delle discussioni teneva conto del desiderio espresso dal Ticino di conoscere i dettagli, soprattutto per quanto riguarda l'applicazione della convenzione di doppia imposizione tra Roma e Berna adeguata ai criteri OCSE per lo scambio d'informazioni su richiesta e sul nuovo regime di tassazione dei frontalieri.

Poiché su quest'ultimo aspetto Roma e Berna dovrebbero giungere ad accordo definitivo entro la fine di settembre, la CET-N ha deciso di riprendere l'esame del dossier, indica una nota odierna dei servizi parlamentari. Una proposta di rinvio è stata bocciata.

In futuro, stando alla revisione legislativa all'esame della CET-N, gli stranieri senza permesso di domicilio potrebbero essere tassati in via ordinaria se il loro reddito lordo supera un certo limite. Tale possibilità verrebbe estesa anche a coloro che non sono residenti nella Confederazione, ma vi conseguono oltre il 90% dei loro redditi (i cosiddetti "quasi residenti", frontalieri compresi).

I lavoratori frontalieri potrebbero così farsi tassare in via ordinaria, facendo valere anche le deduzioni del caso, come gli interessi ipotecari.

In Svizzera ci sono circa 540 mila stranieri residenti che beneficiano dell'imposta alla fonte, 13 mila dei quali in Ticino. I non residenti assoggettati all'imposta alla fonte sono invece poco più di 330 mila, 59 mila dei quali in Ticino.

A causa della mancanza di dati affidabili, le ripercussioni finanziarie della revisione non sono quantificabili. Il Consiglio federale afferma però che ci sarà un maggiore onere amministrativo legato alla tassazione.

Si prevede in particolare che, a livello nazionale, saranno realizzate oltre 300 mila procedure supplementari di tassazione ordinaria. Il cantone maggiormente coinvolto sarà Zurigo (+60 mila procedure ordinarie), seguito da Ginevra (+55 mila) e Ticino (+34 mila).

Lo scopo della revisione è di eliminare le disparità di trattamento tra le persone assoggettate all'imposta alla fonte e quelle che sottostanno alla procedura d'imposizione ordinaria. La necessità di una rapida modifica legislativa è data da una sentenza del Tribunale federale del 26 gennaio 2010, secondo cui in determinati casi l'imposizione alla fonte viola l'Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) concluso tra Berna e Bruxelles.

Il TF ha infatti ritenuto che i cosiddetti "quasi residenti" hanno diritto alle stesse deduzioni delle persone tassate in Svizzera in via ordinaria.

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SDA-ATS