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Il governo giapponese ha ritirato, dopo oltre 4 anni dal disastro di Fukushima, l'ordine di evacuazione dalla cittadina di Naraha, che così diventa la prima tra le sette municipalità completamente evacuate a poter tornare alla normalità.

Secondo il governo, infatti, i livelli di radiazione sono rientrati sotto il livello di guardia anche grazie agli sforzi di decontaminazione. Se la crisi scatenata dallo tsunami si può quindi avviare alla sua conclusione almeno dal punto di vista formale, la strada che conduce alla vita di tutti giorni resta tortuosa. Dei 7400 ex residenti della piccola cittadina a 20 chilometri dalla centrale, infatti, il 53% dice di non voler fare rientro, o perché in questi anni ormai ha trovato lavoro altrove o perché non si fida della situazione reale sul terreno.

Il sindaco di Naraha, ha dichiarato che la revoca dell'ordine è comunque per la città una pietra miliare. "L'orologio per noi ha ricominciato a ticchettare", ha detto durante una cerimonia tenutasi al parco dei bambini. "Oggi è un giorno importante ma si tratta solo dell'inizio". Naraha, infatti, sarà senza ambulatorio fino ad ottobre e il nuovo ospedale provinciale non sarà pronto fino a febbraio del prossimo anno. Circa 100 famiglie, ad ogni modo, hanno accettato di prendere parte a un primo test di 'ricollocamentò già dallo scorso aprile e un negozio di alimentari ha dato il via a un servizio di consegne gratuito da luglio, in attesa che il nuovo centro commerciale apra i battenti nel 2016.

La mancanza di infrastrutture adeguate si pone insomma come uno dei principali ostacoli - al di là dei timori per la salute - a un pieno ritorno alla normalità. Il governo ad ogni modo ha consegnato ai residenti dei contatori per controllare il loro livello di radiazioni e ha messo in piedi un centro di controllo per monitorare ogni 24 ore che l'acqua dei rubinetti non sia contaminata. Il governo ora spera di poter revocare tutti gli ordini di evacuazione - eccetto le zone più contaminate vicine alla centrale - entro marzo 2017: ci sono infatti altre 100mila persone, distribuite in 10 municipalità, che ancora non possono tornare a casa loro. Il timing deciso da Tokyo non incontra però il favore di tutti e molti degli evacuati sostengono che il vero obiettivo del governo sia quello di presentarsi alle Olimpiadi del 2020 con una Fukushima 'ripulità così da non fare brutta figura davanti al mondo.

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SDA-ATS