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Fukushima: governo annuncia ritardo smantellamento centrale

Lo smantellamento prenderà più tempo del previsto. KEYSTONE/AP/EH sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 27 dicembre 2019 - 13:14
(Keystone-ATS)

Il governo giapponese ha deciso di ritardare fino a cinque anni il processo di rimozione del magma radioattivo all'interno della centrale nucleare di Fukushima Daichii, severamente danneggiata dal triplice disastro del marzo 2011.

L'aggiornamento del nuovo piano è stato comunicato dall'esecutivo dopo la prima revisione in due anni del processo di smantellamento dell'impianto.

In base alla nuova tabella di marcia, l'allontanamento del prodotto della fusione del nocciolo nel reattore numero 1 subirà un ritardo tra i tre e i cinque anni, con i lavori che non inizieranno prima dell'anno fiscale 2027. Gli interventi al reattore numero 2, invece, saranno prorogati tra i due e i tre anni, con l'avvio intorno al 2024. I ritardi sono dovuti alle nuove norme necessarie a impedire l'eccessiva propagazione delle radiazioni.

Il ministro dell'Industria Hiroshi Kajiyama ha detto che è un processo molto delicato ed è difficile fare previsioni, "ma la priorità è quella di salvaguardare la salute dei lavoratori e la popolazione locale". Il governo prevede di terminare le operazioni di dislocamento del magma da tutti i 6 reattori della centrale atomica entro la fine del 2031.

Nel frattempo il sito deve essere continuamente raffreddato e l'equivalente di 170 tonnellate di acqua radioattiva vengono prodotte giornalmente, ad aggiungersi al milione e 200 mila tonnellate già conservate all'interno di serbatoi, nel perimetro che circonda la ex centrale nucleare, il cui spazio è previsto esaurirsi nell'estate del 2022.

Il programma più recente prevede una graduale riduzione del liquido radioattivo a 100 tonnellate giornaliere entro il 2025. Il governo non ha tuttavia cambiato la data di scadenza per il termine finale di smantellamento della centrale, che comprende la rimozione dei detriti prodotti dal combustibile esausto, rimasta immutata tra il 2041 e il 2051.

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