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A quattro anni dalla catastrofe nucleare di Fukushima, in Giappone, i giovani Verdi svizzeri hanno voluto ricordare l'avvenimento poco prima dell'alba sulla Piazza federale: hanno acceso numerosi lumini fino a formare una suggestiva immagine del simbolo della radioattività. L'intento, secondo un comunicato degli stessi giovani, era di attirare l'attenzione sui pericoli dell'energia atomica. Da parte sua il gruppo degli ecologisti alle Camere ha invitato gli altri partiti a mantenere le promesse elettorali fatte nel 2001.

Il dramma di Fukushima è ben lungi dall'essere terminato, secondo gli organizzatori della cerimonia, visto che molti soffrono ancora per le conseguenze di quell'incidente. La radioattività emessa dall'impianto continuerà a inquinare la regione e grandi zone marittime per migliaia di anni, si tratta di periodi "neppure immaginabili", secondo Bettina Wyler, una delle responsabili giovanili dei Verdi. A suo parere è da irresponsabili non porre un termine alla durata di vita delle centrali svizzere. I giovani Verdi chiedono ai parlamentari federali di prendere sul serio la problematica e di portare avanti la questione dell'abbandono del nucleare.

Nel corso della mattinata, sempre sulla Piazza federale, il gruppo ecologista alle Camere in un breve incontro con i media ha esortato gli altri partiti a mantenere le promesse fatte in occasione delle ultime elezioni federali. All'epoca una maggioranza degli attuali parlamentari si era espressa a favore di un progressivo abbandono del nucleare, al più tardi entro il 2034. Nel frattempo - è stato rilevato - 55 consiglieri nazionali di PLR, UDC, PPD e PBD hanno rotto la loro promessa. Lo hanno fatto lo scorso dicembre, in occasione del dibattito sulla Strategia energetica 2050.

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SDA-ATS