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Chi trasmette o vende dati bancari deve essere punito: la commissione dell'economia del Nazionale ha posto oggi in consultazione fino al 28 febbraio un progetto volto a concretizzare un'iniziativa parlamentare del partito liberale radicale.

La violazione del segreto professionale è già oggi punita. Chi, intenzionalmente, rivela un segreto incorre in una pena privativa della libertà fino a tre anni. Ma la disposizione non concerne chi entra in possesso di dati bancari e li utilizza a proprio vantaggio. Ciò è insoddisfacente secondo la commissione, stando alla quale i dati bancari sono almeno tanto importanti quanto i segreti di fabbricazione o commerciali.

Per la commissione, l'utilizzo e la trasmissione da parte di terzi di dati acquisiti illecitamente e relativi a clienti di banche sono suscettibili di nuocere non solo alla banca in questione, ma all'insieme della piazza finanziaria e dell'economia elvetica. Da qui la condanna fino a tre anni o una pena pecuniaria. Per la maggioranza della commissione la pena andrebbe portata a un massimo di cinque anni per chi ottiene per sé stesso o per terzi vantaggi pecuniari dalla trasmissione dei dati.

Una minoranza della commissione respinge per intero il progetto, ritenendo la sanzione sproporzionata e dubitando dell'effetto dissuasivo delle norme. Inoltre, per la minoranza, non sarà più necessario legiferare in questa materia quando sarà stato introdotto lo scambio automatico di informazioni.

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SDA-ATS