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E' stato un colpo di fortuna se la reputazione e la credibilità della Confederazione non sono state minate per anni a causa del furto di dati in seno ai servizi segreti. Lo ha affermato oggi il ministro della difesa Ueli Maurer in un'intervista pubblicata dalla "Neue Zürcher Zeitung". Il consigliere federale assicura che la Svizzera e i suoi abitanti non sono stati minacciati nella loro integrità fisica.

Non si può mai essere sicuri al 100% che una tale falla possa essere impedita, ha dichiarato Maurer, evocando i limiti della fiducia umana.

Misure sono tuttavia già state prese e controlli supplementari eseguiti a vari livelli. Si tratta in particolare di esaminare quali supporti di dati esterni hanno il diritto di essere collegati al sistema informatico del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC), ha spiegato il ministro UDC.

Secondo il consigliere federale, la vicenda non avrà conseguenze disciplinari. A suo avviso, non è stata commessa alcuna negligenza. Il furto è la conseguenza di un'attività criminale del dipendente poi fermato. Senza fornire dettagli, Maurer ha poi ammesso che lo scandalo è venuto alla luce per puro caso.

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Secondo Berna, la posta in gioco era elevata. Gli effetti collaterali e la consegna a terzi di informazioni segrete avrebbero avuto conseguenze diplomatiche importanti. Stati esteri avrebbero in effetti potuto sentirsi minacciati sapendo che tali dati relativi ai loro servizi segreti sarebbero potuti finire nelle mani di chiunque. I servizi segreti si scambiano infatti regolarmente informazioni.

Ueli Maurer non ha tuttavia voluto dire granché sul contenuto dei dati, ovvero parecchi dischi duri, rubati in varie tappe e sull'arco di più settimane. Essi avrebbero consentito, per deduzione, di conoscere il funzionamento dello Stato elvetico. Attacchi concreti sarebbero pure stati possibili.

Grave caso di spionaggio

Secondo il procuratore generale della Confederazione, Michael Lauber, i dati rubati avrebbero potuto mettere in pericolo la sicurezza della Svizzera. Senza precisare il contenuto dei dati, il Ministero pubblico, al quale il Dipartimento federale della difesa aveva segnalato il caso il 25 maggio scorso, ritiene che le informazioni avessero un valore commerciale considerevole, aveva affermato l'altro ieri la procura federale.

Si tratta di un grave caso di spionaggio. Il sospetto, un dipendente del servizio informatico, è stato arrestato e poi posto in detenzione preventiva per sei settimane. Egli "aveva il permesso di manipolare i dati".

Il SIC è incaricato di garantire la sicurezza della Confederazione, raccogliendo informazioni importanti sugli Stati esteri. Esegue pure compiti nell'ambito della sicurezza interna, segnatamente di lotta contro il terrorismo, il commercio illecito di armi o l'estremismo violento.

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SDA-ATS