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La ripresa economica globale resta "moderata" e ci sono rischi al ribasso, fra i quali la transizione cinese. Lo afferma il Fondo monetario internazionale (Fmi) in un documento per il G20 dei ministri finanziari che si terrà il 4 e 5 settembre ad Ankara.

"La crescita nella prima metà del 2015 è più bassa rispetto alla seconda metà del 2014, per il rallentamento delle economie emergenti e una ripresa più debole delle avanzate".

"In un contesto di aumento della volatilità finanziaria, calo dei prezzi delle commodity e deprezzamento delle valute delle economie emergenti, i rischi all'outlook sono aumentati", aggiunge. "È necessaria una forte azione per aumentare la crescita e mitigare i rischi" mette in evidenza il Fmi.

Le riforme strutturali e politiche di bilancio che sostengano la crescita sono importanti nelle economie avanzate. "Le riforme del mercato del lavoro nelle economie avanzate alle prese con l'invecchiamento della popolazione dovrebbero puntare ad aumentare la partecipazione al lavoro. Azioni per aumentare la domanda di lavoro e rimuovere gli ostacoli all'occupazione sono necessarie nelle economie dell'area euro".

Secondo il Fmi una politica monetaria accomodante resta essenziale in molte economie avanzate. Il piano di acquisti della Bce ha "migliorato la fiducia e le condizioni finanziarie": "dovrebbe essere esteso se non c'è un sufficiente miglioramento dell'inflazione in linea con l'obiettivo della stabilità dei prezzi".

"Negli Stati Uniti - sostiene il Fmi - la crescita dovrebbe accelerare nella seconda metà dell'anno. Nell'area euro la moderata ripresa è previsto continui nel 2015-2016, sostenuta da più bassi prezzi del petrolio, l'allentamento monetario e il deprezzamento dell'euro. La crescita è prevista accelerare in Germania, Francia, Italia e soprattutto Spagna. Le prospettive della Grecia sono difficili dopo il prolungato periodo di incertezza all'inizio dell'anno", e ancora, "le economie emergenti devono trovare un appropriato equilibrio fra rafforzare la crescita e gestire le vulnerabilità".

Mentre in Cina, per l'Fmi, la priorità è una "transizione dolce verso una crescita più sostenibile, contenendo le vulnerabilità". "La recente correzione del mercato non dovrebbe scoraggiare le autorità a portare avanti riforme per dare ai meccanismi di mercato un ruolo decisivo nell'economia".

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SDA-ATS