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Il sindaco di Amburgo, Olaf Scholz (foto d'archivio).

KEYSTONE/dpa/A4281/_CHRISTIAN CHARISIUS

(sda-ats)

Sotto pressione dallo scorso weekend, il sindaco di Amburgo, Olaf Scholz, ha chiesto oggi scusa alla cittadinanza, per la violenza subita durante il G20.

"Per quello che è accaduto vorrei chiedere scusa alle cittadine e ai cittadini di Amburgo", ha detto, prendendo la parola nella sala del consiglio della città. "La paura anzi il terrore che gli aggressori hanno diffuso in molti ce l'hanno ancora addosso, io anche", ha aggiunto. "Come sindaco mi sento responsabile della sicurezza delle cittadine e dei cittadini".

Le polemiche contro il potente esponente dell'SPD, uno dei nomi di punta del partito impegnato a sfidare la cancelliera tedesca Angela Merkel in una partita drammaticamente in salita (negli ultimi sondaggi la Cdu ha ben 17 punti di scarto) non sono ancora spente. E la pressione cresce anche in città: "Grazie per tre giorni di paura Olaf. Quando ti dimetti?", ha scritto ad esempio un commerciante sulla vetrina del suo negozio. E la protesta - non isolata - è finita sullo Spiegel on line.

Nei giorni del summit internazionale, la città anseatica ha assistito a violenti scontri fra no-global e polizia. Black bloc hanno distrutto vetrine, assalito supermercati, dato fuoco ad auto e cassonetti. Nel bilancio ci sono circa 500 poliziotti e centinaia di manifestanti feriti.

Le sorti politiche di Scholz, sindaco apprezzatissimo dell'importante città portuale tedesca, sono state difese a spada tratta dal ministro degli Esteri tedesco Sigmar Gabriel, che ha affermato "chi vuole le sue dimissioni, dovrebbe pretendere anche quelle di Angela Merkel".

E oggi sulla vicenda è intervenuto anche il candidato socialdemocratico alla cancelleria Martin Schulz, che ha definito "perfido" da parte degli esponenti della Cdu attaccare i socialdemocratici, contestando la vicinanza alla sinistra estrema, mentre i responsabili del vertice, che hanno scelto Amburgo per il summit, verserebbero "lacrime di coccodrillo".

SDA-ATS