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La Svizzera accoglie favorevolmente il piano dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) volto a disciplinare la fiscalità delle multinazionali, all'elaborazione del quale ha partecipato anche Berna. La Confederazione si aspetta tuttavia che vengano presi in considerazione i suoi interessi durante la fase di attuazione, ha detto il portavoce della Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI), Mario Tuor.

La SFI evoca in particolare la necessità di creare un "Level Playing Field" - un "campo da gioco" identico per tutti, nel quale la concorrenza fiscale internazionale sarà sottoposta a regole unificate.

La concretizzazione di questo obiettivo, tra dodici o 24 mesi, presenta sia opportunità che rischi per la Svizzera. Il pericolo maggiore è che i Paesi tradizionalmente caratterizzati da oneri fiscali elevati tenteranno di rendere impossibile una sana concorrenza fiscale.

La creazione di regole armonizzate a livello internazionale può tuttavia costituire una chance, anche se Berna dovrà operare qualche ritocco per conformarsi, ha aggiunto Tuor. Il portavoce della SFI ha menzionato in particolare la differenza esistente in Svizzera tra l'imposizione delle società straniere e quelle indigene.

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SDA-ATS