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G7: Flaherty soddisfatto, ok accordo costi crisi a banche

IQALUIT (CANADA) - Il vertice dei ministri finanziari e dei governatori delle banche centrali dei sette Paesi più industrializzati al mondo si è chiuso e il ministro delle Finanze canadese, Jim Flaherty, si dice "soddisfatto": la discussione "è stata produttiva".
Flahetty ha ritenuto molto "importante" il fatto che in seno al G7 ci sia accordo sul fatto che le istituzioni finanziarie debbano condividere i costi della crisi. Le modalità con cui questo avverrà non sono ancora chiare. "Alcuni Paesi parteciperanno di più, altri di meno ma l'accordo è importante". ha detto.
Ogni eventuale tassa sulle banche - hanno sottolineato i ministri - dovrà essere coordinata a livello internazionale e non penalizzarà la ripresa. Il Fondo Monetario Internazionale (Fmi), come richiesto dal G20, sta compilando un rapporto (che sarà presentato in aprile) contenente le opzioni per far sì che le banche contribuiscano in modo "giusto e sostanziale" ai salvataggi. Le istituzioni finanziarie, in base a uno studio dell'Ocse, hanno ricevuto 1.560 miliardi di dollari di iniezioni di capitale, 5.210 miliardi di dollari per l'acquisto di asset e garanzie e 4.640 miliardi in garanzie per il debito.
"C'é un accordo generale sul fatto che le banche debbano pagare i costi della crisi", ha spiegato al termine del G7 il ministro delle Finanze canadese Wolfgang Schaeuble. "Siamo tutti d'accordo che dovrà trattarsi di una tassazione universale, di uno strumento universale che eviti il rischio di arbitraggio", ha precisato il ministro delle Finanze francese Christine Lagarde.
La Gran Bretagna ha annunciato un'imposta del 50% sui maxi-bonus per recuperare parte dei costi della crisi. La Svezia ha imposto una tassa sulle banche per recuperare circa 10,6 miliardi di dollari spesi a causa della crisi. Il direttore generale del Fmi, Dominique Strauss-Kahn, ha proposto l'idea di una tassa una tantum per recuperare i fondi pubblici spesi nei salvataggi. L'amministrazione Obama ha proposto un'imposta di 0,15 punti percentuali sulle banche con asset superiori ai 50 miliardi di dollari.

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