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TORONTO - Il G8 scende in campo a sostegno della maternità, della salute di mamme e bambini. E mette sul piatto 5 miliardi di dollari, cui se ne aggiungeranno altri 2,3 miliardi da parte di altri paesi contributori. Per un totale di 7,3 miliardi di dollari per combattere un dramma che vede ancora, nel mondo, 9 milioni di bambini non arrivare a compiere i 5 anni e centinaia di migliaia di donne morire di parto.
In un summit, offuscato dal G20 che partirà oggi per riunire intorno al tavolo i 'venti' Grandi della terra chiamati a trovare gli strumenti per una 'crescita sostenibile, solida e equlibrata', il G8 cerca di confermare così la sua missione a sostegno dei più poveri. Una missione che - avverte il premier canadese Stephen Harper, presidente di turno del summit - va ribadita, recuperando "credibilità". Perché - spiega solo poche ore prima dell'annunciare l'accordo sul fondo per la maternità - il G8 si occupa di problemi del mondo di cui nessun altro si prenderebbe cura.
Anche se sulla crisi e le ricette per uscirne - tra le tante divergenze con cui i Grandi si siederanno al tavolo - i riflettori sono puntati sul G20 che partirà oggi, al termine del formato a 'Otto', il G8 non ha mancato ieri di fare una ricognizione sullo stato dell'economia globale.
E lanciare segnali di ottimismo: la ripresa "c'è e prende piede", dovrebbe essere il messaggio - secondo la prima bozza - contenuto nel comunicato finale. Ma e' da gestire, da incanalare anche a favore dei piu' deboli verso "società più stabili, eque, sostenibili". Per il benessere dei popoli. Di tutti. Anche quelli - e sono ancora tanti - alle prese con il problema della fame. "La sicurezza alimentare è la sfida pressante", dovrebbero ribadire ancora una volta i Grandi della terra nella loro dichiarazione finale del G8, impegnandosi ad un approccio "coordinato, nazionale, regionale e globale". Sulla scia di quanto stabilito già l'anno scorso a L'Aquila con il fondo di 22 miliardi di dollari contro la fame.
Nel corso dell'agenda dei lavori della prima giornata del G8, anche i principali dossier di politica internazionale. A cominciare dal programma nucleare iraniano e la posizione di Teheran. Con un possibile riferimento nel comunicato finale, probabilmente, anche alla Corea del Nord. E, ancora, l'Afghanistan (con il neo premier gb, David Cameron che ieri ha parlato di un ritiro delle truppe entro cinque anni), il Mo ed il terrorismo internazionale. Con un occhio attento anche al tema della criminalità organizzata, considerata come elemento da tenere sott'occhio quale fattore di pre-crisi internazionali, e alla lotta al narcotraffico. Tema, quest'ultimo, ormai entrato a pieno titolo nell'agenzia del G8. Agenda che, questa mattina, prevede una riunione su sicurezza internazionale e pace nel mondo. In attesa della dichiarazione finale del premier canadese, Stephen Harper, che chiuderà i lavori nel pomeriggio per passare il testimone al formato a 'venti'.

SDA-ATS