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G8: monito a Iran e Corea del Nord ma dialogo aperto

OTTAWA - I ministri degli esteri del G8 hanno oggi lanciato un monito all'Iran e alla Corea del Nord, in quanto minacciano la sicurezza, ma hanno deciso di mantenere aperto il dialogo con Teheran, chiedendo inoltre a Pyongyang di riprendere i negoziati a sei.
Lo ha detto il ministro degli esteri canadese Lawrence Cannon, al termine di una riunione misteriale del G8 a Ottawa, secondo cui gli Otto Grandi si sono impegnati perché la revisione del trattato di non proliferazione nucleare in calendario a maggio sia un successo.
Da parte sua la segretaria di Stato americana Hillary Clinton si è detta convinta che verrà raggiunto un consenso sull'Iran in seno al Consiglio di sicurezza dell'Onu. La Clinton ha dichiarato che "sono convinta che stiamo facendo progressi, la prossima settimana ci saranno intensi negoziati in seno al Consiglio di sicurezza. Stiamo vedendo una crescente consapevolezza dei pericoli che il nucleare iraniano rappresenta, e anche la Cina sta capendo quali sono le minacce che potrebbe porre per la stabilità" nella regione e per il mercato petrolifero.
Sia la Clinton, sia il suo collega britannico David Miliband hanno ricordato che "le sanzioni fanno parte della diplomazia" ma che il forum odierno non è quello in cui le cose si decidono. Un punto di vista condiviso dal russo Serghei Lavrov, apparso decisamente meno entusiasta dei colleghi sull'ipotesi delle sanzioni. Il tedesco Guido Westervelle, infine, si è detto anche lui favorevole al dialogo, ma pronto ad appoggiare sanzioni se necessario.

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