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Il G8 allontana l'opzione militare sulla Libia, rinviando la discussione al Consiglio di sicurezza dell'Onu. La Francia non è riuscita a convincere i propri partner sull'imposizione di una no fly zone nei cieli libici. Anzi, Russia e Germania hanno fatto sparire qualsiasi accenno alla questione nelle conclusioni del vertice.

Nel documento finale si ribadisce il sostegno della comunità internazionale per le "legittime aspirazioni" del popolo libico su diritti fondamentali, libertà e governo democratico e si invita il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ad aumentare le pressioni su Gheddafi, affinchè lasci il potere. Ma da Parigi non è emerso niente di più per provare a bloccare l'avanzata del rais verso est. Stamane il ministro degli esteri francese Alain Juppè non ha nascosto la sua delusione: "Se avessimo utilizzato la forza militare la settimana scorsa per neutralizzare alcune piste di decollo e le poche decine di aerei di cui Gheddafi dispone, forse il rovesciamento attuale a sfavore dell'opposizione non ci sarebbe stato", ha detto. L'unico accordo raggiunto a Parigi riguarda un ritorno della questione all'Onu. La Francia non dispera di arrivare in quella sede all'approvazione della no fly zone, mentre il ministro italiano Franco Frattini ha auspicato che si esplorino anche altre strade, con il contributo della Lega Araba e dell'Unione Africana.

Intanto Muammar Gheddafi, che piano piano sta riconquistando tutto il Paese, è tornato a minacciare l'Occidente, lanciando strali anche all'Italia. In un'intervista al 'Giornalè, il leader libico ha dichiarato di sentirsi "tradito" da Berlusconi ed ha evocato la possibilità di abbandonare la lotta al terrorismo e di unirsi ad al Qaida per scatenare una guerra santa. E da Bengasi, i ribelli sotto pressione, secondo il Guardian, avrebbero chiesto agli occidentali di uccidere il leader libico.

Anche il terremoto in Giappone, ovviamente, è stato oggetto di discussione tra i ministri del G8, che si sono detti pronti a fornire ogni aiuto possibile ed hanno espresso la loro piena fiducia nella capacità dei governo giapponese di risolvere questa crisi. E di Giappone si parlerà anche in sede G20 probabilmente entro aprile, in una riunione dei ministri dell'economia e dell'energia.

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SDA-ATS