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G8: ombre su ripresa, ma uniti supereremo crisi

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 maggio 2011 - 20:42
(Keystone-ATS)

Uniti e determinati per sconfiggere definitivamente la crisi economica e finanziaria. È il messaggio dei leader del G8, che nel vertice di Deauville hanno preso atto di una ripresa globale che avanza, ma resta ancora debole e incerta. Esposta a rischi come la crisi dei debiti sovrani in Europa, quella delle finanze pubbliche negli Usa, il caro-petrolio figlio della primavera araba e l'effetto Fukushima sulla crescita del Giappone.

In cima alle preoccupazioni c'è sicuramente la Grecia, che rischia di fallire se nei prossimi giorni non arriverà la nuova tranche di aiuti targati Ue-Fmi, essenziale per onorare le scadenze di giugno sul fronte dei titoli di Stato. E dopo l'esito negativo dei negoziati tra i partiti greci sul nuovo piano di austerità, l'Ue avverte: Atene "faccia presto" a trovare un accordo politico interno, il "tempo sta scadendo", ha detto il commissario agli affari economici Olli Rehn.

In pericolo c'è la stabilità finanziaria dell'intera zona euro, considerando anche la fragile situazione di Irlanda e Portogallo. Una vera e propria incognita sulla ripresa economica globale. Tanto che nella due giorni di Deauville qualcuno ha parlato di un Barack Obama seriamente preoccupato per quel che accade nel Vecchio Continente, che potrebbe avere inevitabili riflessi oltreoceano, a partire da un indebolimento eccessivo dell'euro nei confronti del dollaro.

I leader e i vertici della Ue seduti al tavolo del G8 lo hanno rassicurato e alla fine il presidente Usa - tramite uno dei portavoce - ha fatto sapere di avere "un forte interesse nel fatto che l'Eurozona gestisca con successo" le sue traversie: "Sono gli europei che devono trovare un modo per risolverla, e abbiamo fiducia che l'Europa sarà in grado di farlo".

Dal canto loro il presidente della Ue, Herman Van Rompuy, e quello della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso, hanno tenuto a sottolineare come "l'azione dell'Europa per affrontare la crisi dei debiti sovrani che colpisce alcuni membri dell'Eurozona è chiaramente riconosciuta e sostenuta da tutti".

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