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La terza riforma dell'imposizione delle aziende potrebbe creare nelle casse di Confederazione e Cantoni un "buco" di un ammontare da uno a tre miliardi di franchi, ma la riforma è comunque valida perché senza di essa si rischiano perdite ancora maggiori. Lo afferma Serge Gaillard, direttore dell'Amministrazione federale delle finanze, in un'intervista pubblicata oggi dalla Neue Zürcher Zeitung (NZZ).

L'attuale regime fiscale elvetico per le multinazionali, molto attrattivo, non sarà più accettato dall'Unione europea, nota Gaillard. Inoltre è discriminatorio perché tassa meno i profitti all'estero rispetto a quelli in Svizzera.

"Con la terza riforma della fiscalità aziendale vogliamo introdurre regole riconosciute internazionalmente e rimanere concorrenziali per gli imprenditori attivi a livello mondiale. Si tratta di una riforma difficile, ma ne vale la pena: se non si riesce a creare un quadro giuridico sicuro per le società in questione, le perdite saranno chiaramente più elevate degli uno a tre miliardi finora previsti, aggiunge l'ex sindacalista.

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SDA-ATS