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Decine di migliaia di persone hanno partecipato a Istanbul a una marcia in difesa dei diritti degli omosessuali e contro il premier conservatore islamico Tayyip Erdogan.

Rispondendo all'appello delle associazioni in difesa di lesbiche, gay, bi e transessuali, i manifestanti hanno invaso l'Istiklal, la grande arteria della megalopoli turca, e hanno sfilato per due ore sventolando migliaia di bandiere arcobaleno sotto la stretta sorveglianza della polizia.

"In questo Paese tutte le differenze sono difficili da mostrare e da far accettare", ha detto Ayut Yanak, uno dei partecipanti.

A differenza di quanto avviene in numerosi Paesi musulmani, l'omosessualità non è un reato in Turchia, ma l'omofobia è largamente diffusa e spesso accompagnata da violenze. Nel 2010 il ministro della Famiglia e della donna Aliye Selma Kavaf, membro del partito di Erdogan, aveva definito l'omosessualità "una malattia" che deve essere "sradicata".

"Dobbiamo batterci contro il modo di vita e le regole che ci vengono imposte e stabilire la tolleranza nella nostra società" , ha spiegato Michelle Demishevich, giornalista transessuale turca che ha di recente ottenuto la condanna di una donna che l'aveva aggredita, per la prima volta nel Paese.

SDA-ATS