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Il gigante del gas russo Gazprom si prepara ad affrontare il 2016 - anno cruciale per i prezzi delle materie prime russe e quindi delle risorse statali - limando i prezzi di esportazione dell'oro blu ma, al contempo, aumentando massicciamente la produzione.

È quanto si evince dal rapporto preparato dalla compagnia in vista dell'incontro di lunedì prossimo con gli investitori.

La previsione di Gazprom - riporta Interfax, che si è procurata una copia del documento - è di poter vendere il gas all'esterno del blocco Cis (che comprende grosso modo i territori un tempo parte dell'Unione Sovietica) a un prezzo medio di 199 dollari per metro cubo di gas. Questo però è lo scenario "buono", quello cioè in cui il petrolio si mantiene sui 50 dollari al barile. Il colosso guidato da Alexei Miller prende però in esame anche l'eventualità che l'oro nero resti per tutto il 2016 a un prezzo medio di 35 dollari al barile. In quel caso il gas esportato da Gazprom potrà essere venduto anche a 169 dollari al metro cubo.

La correzione è pesante, specie se confrontata con il dato del 2015 (243 dollari per metro cubo). Detto questo, Gazprom pensa di ovviare all'impasse pompando gas "a manetta". Nel documento, infatti, si prevede un aumento della produzione a circa 480 miliardi di metri cubi: una cifra enorme se paragonata ai 418 registrati nel 2015. Nella "pipeline" sono presenti poi 193 miliardi di rubli (2,35 miliardi di euro) di nuovi investimenti dedicati all'Estremo Oriente russo. Il grosso (168 miliardi) va nella costruzione del gasdotto Power of Siberia, che serve a portare il gas russo in Cina e assicurarsi così uno sbocco nei mercati asiatici. Altri 217 miliardi di rubli saranno spesi per ammodernare il centro estrattivo di Bovanenkovo (Siberia occidentale) mentre 46 miliardi di rubli sono allocati al gasdotto Ukhta-Torzhok 2, opera fondamentale per far nascere il Nord Stream 2.

La geopolitica del gas dunque prosegue. Proprio ieri, del resto, il rappresentante permanente di Mosca presso l'Ue, Vladimir Cizhov, si era detto positivo sulla realizzazione del controverso gasdotto che collegherà la Russia direttamente alla Germania (passando per il Baltico). "Penso si farà", ha dichiarato. Aggiungendo poi, sibillino, di non escludere che "possa rinascere South Stream in un prossimo futuro". Assicurando così una piena fornitura anche al quadrante meridionale dell'Europa. Confermata, invece, la sospensione dell'impianto di liquidificazione del gas (LNG) di Vladivostok. Il momento, giudicano i vertici, non è propizio.

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SDA-ATS