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Gb: allarme antibiotici allevamenti, nuovi batteri resistenti

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 giugno 2011 - 18:44
(Keystone-ATS)

L'utilizzo degli antibiotici nelle fattorie britanniche è aumentato in maniera esponenziale nell'ultimo decennio alimentando lo sviluppo di batteri resistenti e indebolendo le capacità della medicina umana di curare del malattie. È questo l'allarme lanciato dall'Independent che sottolinea come l'utilizzo negli animali di tre categorie di antibiotici classificati come "di importanza critica per la medicina umana" dall'Oms sia aumentato di otto volte nell'ultimo decennio in Gran Bretagna.

Lo scorso mese, un team di studiosi britannici hanno identificato un nuovo tipo di stafilococco aureo resistente agli antibiotici nel latte di mucca. Anche se il batterio viene ucciso con la pastorizzazione, vi sono timori che si possa diffondere dalle mucche all'uomo. Così come l'E.coli, che può passare dagli animali agli esseri umani e come dimostrato con l'epidemia dello scorso mese in Germania, può diventare resistente agli antibiotici.

Secondo gli esperti, la colpa è degli allevamenti intensivi che ammassando molti animali in un piccolo spazio aumentano l'incidenza delle infezioni e quindi, di riflesso, l'impiego di antibiotici. "Siamo l'unico Paese in Europa a permettere che le ditte farmaceutiche promuovano i loro prodotti direttamente agli allevatori. Penso che non sia ragionevole che le autorità si aspettino che siano gli allevatori a ridurne l'uso. Ci sono 18.000 produttori di latte nel Regno e molti fanno fatica a guadagnarsi da vivere. Aspettarsi che siano loro a ridurre l'uso di antibiotici è ridicolo".

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