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GB: Cameron agli scozzesi,"se ve ne andate sarà per sempre"

"La Gran Bretagna è diventata tale grazie alla grandezza della Scozia". Non poteva essere più patriottico David Cameron nel suo ultimo appello 'al cuore e alla testa' degli scozzesi prima dello storico referendum sull'indipendenza di giovedì. "Non fate a pezzi questa famiglia", implora ancora una volta il primo ministro conservatore, tornato oggi in Scozia, ad Aberdeen, nel tentativo di scongiurare quello che definisce più che una separazione, un "divorzio doloroso", nel voto del 18 settembre.

L'unità del Paese, la famiglia di nazioni, resa grande grazie agli scozzesi: "pensatori, scrittori, artisti, leader, soldati, inventori" e i "milioni di persone che hanno svolto il loro ruolo in questa storia di straordinario successo". Cameron lo ripete sotto una grande scritta 'Let's stick together' (Restiamo insieme): l'esortazione per eccellenza, come a rendere più diretto possibile il messaggio di unità di giorno in giorno fattosi più urgente, di pari passo con i sondaggi consolidatisi su un 'too close to call' che detta un livello di incertezza impensabile fino a qualche settimana fa.

Così il primo ministro Tory torna nella 'fossa dei leoni', il territorio ostile che rifiuta l'establishment di Westminster. Si spinge a nord fino ad Aberdeen, città simbolo di quella industria petrolifera che gli indipendentisti vorrebbero gestire da sé. Non può esimersi da ricordare "in quanto primo ministro" quello che con l'indipendenza non sarà più: la Scozia dovrà rinunciare alla sterlina, avrà un suo esercito e dall'Inghilterra sarà separata da frontiere che diventerebbero internazionali.

Soprattutto, ribadisce, non potrà più tornare indietro: in ballo "è il futuro del nostro Paese". Ma va oltre e, tra ironia e realismo, rassicura: "Se non vi piaccio io, non rimarrò qui per sempre. Se non vi piace il governo, non durerà per sempre. Ma se lasciate il Regno Unito questo sarà per sempre", in quello che forse per un'audience scozzese potrebbe risultare il messaggio più convincente.

Intanto al coro per il 'No' si aggiungono altre 'voci note', come David Beckham, l'ex capitano per della nazionale inglese di calcio e testimonial di 'Team GB' alle olimpiadi di Londra nel 2012, che lancia il suo appello all'unità con una lettera aperta: "Ciò che ci unisce è più grande di ciò che ci divide". Mentre a Londra a migliaia si riversano in Trafalgar Square per una 'festa' a sostegno dell'unità, guidata da star della tv e dello spettacolo e con tanto di playlist compilata ad hoc: da 'Let's Stay Together' di Al Green e 'We Are Family' di Sister Sledge.

Il leader dell'Snp Alex Salmond però insiste, sicuro, e dà la sua risposta a chi vede nei rischi economici e finanziari di una Scozia staccata da Londra l'ostacolo all'indipendenza (ultimi stasera a lanciare l'allarme l'ex governatore della Federal Reserve Alan Greenspan e il presidente della Banca mondiale Robert Zoellick). A Edimburgo il leader indipendentista chiama a raccolta esponenti del business scozzese cui ricorda il suo progetto per una società più giusta, citando il filosofo ed economista scozzese Adam Smith: "Era Adam Smith a sostenere che nessuna società può crescere florida e felice se troppa della sua gente non beneficia della sua ricchezza", ha detto Salmond. "Dobbiamo ascoltare quelle parole e il messaggio di chi in Scozia crea lavoro e ricchezza è che la terra di Adam Smith crescerà florida come Paese indipendente".

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