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GB: crisi, Osborne, non c'è piano B oltre ai tagli

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 ottobre 2010 - 13:40
(Keystone-ATS)

LONDRA - Il cancelliere dello Scacchiere George Osborne ha avvertito i britannici che "non c'è un piano B" oltre ai tagli da 81 miliardi di sterline annunciati ieri in Parlamento per salvare il paese dall"'orlo della bancarotta" e ha aggiunto che tutto il paese deve fare la sua parte, compresi i cittadini più ricchi.
"Il 10 per cento più ricco è colpito di più e, se prendete tutte le misure assieme, gli aumenti fiscali e il budget, i più ricchi pagano di più, ma tutti dovranno dare un contributo", ha detto il capo del Tesoro.
Il piano Osborne è stato criticato dall'Institute for Fiscal Services secondo cui la scure sulla spesa pubblica potrebbe "ridurre la quantità e la qualità di alcuni servizi al punto che potrebbe essere necessaria una revisione di qui a due anni. Ma il cancelliere ha ribadito che non ha alcuna intenzione di scalare la marcia:
"La gente nel Labour continua a chiedermi dov'è il Piano B", ha deto Osborne: "Io ho un piano A. Questo paese non aveva alcun piano fino a pochi mesi fa. Noi abbiamo un piano. Abbiamo creato una piattaforma per la stabilità economica e affrontato il problema enorme del deficit con un piano misurato che si attuerà in quattro anni".

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