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GB, Miliband promette stop esenzione fiscale non domiciliati

Abolire la tassazione agevolata per i non domiciliati nel Regno Unito, che non pagano tasse sugli asset che possiedono all'estero: lo ha promesso, se vincerà le elezioni, il leader laburista Ed Miliband.

L'agevolazione è stata introdotta da William Pitt il Giovane alla fine del Settecento, in piena epoca coloniale, per attirare nel Regno Unito la presenza di ricchi magnati.

I laburisti adducono "ragioni morali" nel promettere l'addio all'esenzione fiscale, che riguarda circa 115mila persone, se conquisteranno Downing Street; anche se non conoscono quale sarebbe il gettito dell'abolizione dell'esenzione.

"Quell'esenzione - spiega Miliband - rende il Regno Unito un vero e proprio domicilio fiscale, il che è insopportabile". Ma i Conservatori criticano la promessa, ricordando che negli ultimi due bilanci dello Stato il governo ha innalzato il 'feè che i non domiciliati devono pagare per essere esenti dalla tassazione dei loro beni all'estero.

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