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Theresa May

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(sda-ats)

Un governo più orientato verso una soft Brexit, o forse no. Non è unanime la stampa britannica nel valutare gli equilibri della nuova compagine formata da Theresa May per cercare di rimanere in sella dopo il deludente risultato elettorale dei Tory di giovedì 8.

Una compagine nella quale i ministri euroscettici sono stati tutti confermati in posizione chiave, e anzi rafforzati dal ritorno di Michael Gove, brexiter di punta nella campagna referendaria di un anno fa, e dalla promozione a leader del Partito Conservatore alla Camera dei Comuni di Andrea Leadsom. Ma in cui non mancano esponenti più moderati che, secondo SkyNews, intendono spingere la premier ad abbandonare la linea di una "Brexit ideologica" seguita finora e a svoltare verso una "Brexit pragmatica".

Il Times crede che sia quest'ultima la posizione destinata a prevalere e indica come possibile tessitore il ministro Damian Green, un pragmatico molto vicino a May elevato al rango di primo segretario di Stato, di fatto una sorta di vicepremier. Il Telegraph al contrario interpreta il recupero di Gove come una mossa del primo ministro per "puntellare il sostegno alla hard Brexit" e salvare la sua leadership. Una leadership che peraltro resta "in bilico" per il Guardian come per il Financial Times, e il cui destino potrebbe essere deciso già in un imminente incontro fra May e il gruppo parlamentare Tory: diviso su molte cose tranne che sul generale malumore nei suoi confronti.

SDA-ATS

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