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LONDRA - La Gran Bretagna e la Francia si stanno preparando a varare un inedito protocollo d'intesa per condividere l'uso delle loro portaerei così da risparmiare quattrini e allo stesso tempo mantenere un ruolo strategico di primo piano sullo scacchiere globale.
Il premier britannico David Cameron e il presidente francese Nicolas Sarkozy dovrebbero, stando alle indiscrezioni, annunciare il piano durante il summit di novembre: le ammiraglie dei due Paesi, se il progetto verrà confermato, inizieranno presto a lavorare gomito a gomito e proteggeranno gli interessi di entrambe le nazioni. La mossa potrebbe portare alla riduzione degli investimenti militari della Gran Bretagna: ipotesi che ha messo in allarme sia i lavoratori dei cantieri navali sia gli esperti. L'intesa anglo-francese, infatti, è più facile a dirsi che a farsi.
"A un primo sguardo - ha detto al Times Gwyn Prins della London School of Economics - l'idea di condividere le portaerei con i francesi sembra buona. Ma se poi riflettiamo su quanto accaduto in passato e sulle esigenze geopolitiche contemporanee si vedrà subito il perchè non si tratti di una saggia opzione". "L'utilizzo condiviso delle navi - ha detto un ufficiale della Royal Navy - richiederebbe delle decisioni strategiche tali da presupporre una completa condivisione degli obiettivi per ogni operazione". L'armonia, insomma, dovrebbe essere assoluta. "Cosa accade se decidiamo di condurre una missione che non piace ai francesi?", si domanda quindi Prins. "E cosa penserebbero gli americani se la nostra politica militare fosse condizionata dal veto francese?". La questione è certamente delicata. Ecco perchè i negoziati vengono condotti con attenzione: Liam Fox, ministro della Difesa britannico, incontrerà venerdì i colleghi francesi a Parigi.
I funzionari hanno a quanto pare pensato a come reagire nel caso in cui gli interessi nazionali britannici vengano messi a rischio - un caso per tutti: le Falklands - quando sono i colleghi francesi a essere di turno. In quel caso le ammiraglie tornerebbero a far riferimento alle linee di comando nazionali. Il nodo cruciale, ad ogni modo, pare essere quello economico. La Gran Bretagna, al momento, ha due portaerei: una, la Queen Elizabeth, capace di portare 36 aerei e quattro elicotteri, l'altra, la HMS Invincible, 12 aerei e 10 elicotteri. Ma sono vascelli vecchi, che presto devono essere sostituiti. I rimpiazzi sono stati già previsti - i lavori, peraltro, sono iniziati. L'opzione francese permetterebbe quindi di rinnovare solo la Queen Elizabeth ed eliminare - o a limite vendere a un altro Paese - il sostituto della Invincible. Il governo così risparmierebbe qualche miliardo di sterline.
La scelta sarebbe comunque dolorosa. Sia in termini di occupazione - i cantieri danno da lavorare a 10mila persone - sia in termini di equipaggiamenti: i nuovi jet britannici, pensati per queste navi, non sono infatti in grado di operare sulla portaerei francese - e viceversa. Delle modifiche in corso d'opera sono possibili. Ma bisogna decidere in fretta.

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SDA-ATS