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La battaglia per far abbattere la statua del "razzista" Cecil Rhodes, protagonista e profittatore dell'epopea coloniale britannica, si è conclusa con un nulla di fatto.

Ma il collettivo di studenti radicali dell'università di Oxford, che aveva lanciato quella sfida in nome del politically correct, non si dà per vinto. Anzi, alza il tiro: chiedendo ora la testa di altri controversi "benefattori" onorati dal celebre ateneo o da altre università inglesi con vistosi monumenti.

Nel mirino, questa volta, pure figure quali Jan Smuts, primo ministro segregazionista per conto di Sua Maestà nell'Union of South Africa d'inizio '900; Christopher Codrington, schiavista nei Caraibi nel '700; ma soprattutto la regina Vittoria in persona, bollata senza mezzi termini come "imperialista".

Centinaia di studenti che aderiscono all'iniziativa, scrive il Sunday Times, si sono dati appuntamento mercoledì di fronte all'Oriel College per rilanciare la campagna #RhodesMustFall (Rhodes deve cadere).

Ma la protesta si allarga ed è annunciata anche la presenza di studenti dell'Università di Londra, che invocano la rimozione di una statua della vecchia regina Victoria dal campus di Royal Holloway, al grido di #VictoriaMustFall.

Una delegazione di Cambridg è invece decisa a regolare i conti della storia con John Smuts: allievo del Christ's College a fine '800, che alla morte (1950) si guadagnò la riconoscenza della sua alma mater grazie a una donazione fatta con il denaro accumulato nel Sudafrica della segregazione razziale.

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SDA-ATS