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Il Regno Unito vuole lasciare l'UE, ma i Paesi dei Balcani aspirano ad entrarci.

KEYSTONE/EPA/ANDY RAIN

(sda-ats)

Se la Gran Bretagna dopo 44 anni lascia l'Unione europea, nei Balcani occidentali vi sono sei Paesi che non vedono l'ora di entrare nella Ue.

A turno infatti, e con la stessa ferma determinazione, i dirigenti di Serbia, Montenegro, Macedonia, Bosnia-Erzegovina, Albania e Kosovo, ripetono che la scelta e l'obiettivo strategico dei propri Paesi è la piena integrazione nella grande famiglia europea.

Seguire in pratica quanto fatto da Slovenia e Croazia, gli altri due Paesi della ex Jugoslavia già entrati nell'Unione. E ciò nonostante il periodo poco felice che attraversa l'Unione, fresca delle festose celebrazioni a Roma per il 60esimo anniversario dei Trattati costitutivi ma che è attraversata in lungo e in largo da crisi economica, crescente sfiducia nelle istituzioni comunitarie, emergenza migranti, minaccia terroristica, rafforzamento di movimenti populisti e xenofobi.

Di recente il premier serbo Aleksandar Vucic ha affermato che malgrado tutti questi problemi e le enormi sfide che l'Unione ha davanti a sé, nei Paesi Ue il livello di vita e gli standard di democrazia restano di gran lunga più alti rispetto alla Serbia e agli altri Paesi della regione, che per questo aspirano all'adesione.

"Il nostro obiettivo di entrare il più presto possibile nella Ue resta immutato, indipendentemente dalle attuali dispute e dibattiti interni", ha detto da parte sua il ministro degli esteri serbo Ivica Dacic dopo un colloquio oggi a Belgrado con il collega lussemburghese Jean Asselborn. Lo stesso Dacic, in una intervista, ha sottolineato come la Ue sia il maggiore e più importante partner economico e commerciale della Serbia.

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SDA-ATS