Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Il processo d'appello di Erwin Sperisen è iniziato oggi davanti alla Camera penale di Ginevra con una prima disfatta per la difesa dell'ex capo della polizia nazionale civile del Guatemala.

I giudici hanno rifiutato di escludere dal dibattimento la madre di uno dei detenuti che sarebbe stato ucciso dall'imputato.

Nel giugno 2014, il cittadino svizzero e guatemalteco era stato condannato all'ergastolo dal Tribunale criminale di Ginevra, per aver ordinato nel 2006 - quando dirigeva la polizia civile del paese centroamericano - l'esecuzione extragiudiziale di sei detenuti e per averne ucciso uno lui stesso. L'ex alto ufficiale si proclama innocente e chiede di essere assolto.

In apertura del processo d'appello, i due avvocati del 44enne hanno chiesto nuovamente l'esclusione dal dibattimento della madre di uno dei detenuti uccisi, che sarebbe stata incitata a costituirsi quale unica accusatrice ad un processo di cui avrebbe ignorato l'esistenza.

Per il procuratore Yves Bertossa, la richiesta va vista come una "manovra di diversione" della difesa con l'obiettivo di eludere l'accaduto, una tecnica - ha affermato - "spesso impiegata dalle dittature e dagli ambienti mafiosi". La legale della madre, dal canto suo, ha rammentato che Sperisen è giudicato non a causa della denuncia presentata dalla sua assistita, ma perché sospettato di aver commesso sette assassini. La Camera penale ha deciso infine di non escludere la donna dal dibattimento.

I legali di Sperisen hanno poi chiesto che siano citati una quindicina di testimoni, fra i quali Oscar Berger, l'allora presidente del Guatemala, una richiesta in merito alla quale la Corte si pronuncerà nel pomeriggio.

Arrestato nell'agosto 2012 a Ginevra - dove si era rifugiato cinque anni prima con la famiglia - Sperisen è stato processato dalla giustizia ginevrina per due episodi distinti. Il primo - per il quale è stato assolto in prima istanza - risale all'ottobre 2005, quando tre detenuti evasi dal carcere "Infiernito" erano stati uccisi, apparentemente dopo essere stati catturati.

Il secondo è avvenuto nel 2006, quando le forze di sicurezza guatemalteche hanno organizzato una vasta operazione con l'obiettivo di riprendere il controllo della prigione di Pavon, in mano agli stessi detenuti. Durante l'intervento sette prigionieri sarebbero stati giustiziati in modo sommario.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.









SDA-ATS