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I servizi doganali hanno distrutto stamani a Thonex (GE) una tonnellata di pentole e coltelli contraffatti, che venditori ambulanti spacciavano come autenticamente svizzeri. Gli utensili erano in realtà fabbricati in Cina. L'inchiesta al riguardo è durata due anni.

Pentole, padelle e coltelli erano proposti a prezzi proibitivi, da 30 a 50 volte superiori ai costi di fabbricazione, ha spiegato stamani alla stampa Jérôme Coquoz, direttore del circondario doganale III (Svizzera romanda). Un assortimento di pentole e padelle acquistato per 35 euro dai truffatori era ad esempio proposto al prezzo di 1700 euro.

I venditori sono gitani rumeni, che acquistavano gli articoli in Belgio e praticavano il sistema di vendita "porta a porta", ha stabilito l'inchiesta condotta sull'arco di due anni dalle dogane, la polizia, la Seco (Segreteria di Stato dell'economia) e i ministeri pubblici di diversi cantoni.

Caratterizzati dal distintivo elvetico, gli utensili sono in realtà di cattiva qualità e composti da metalli che possono comportare pericoli per la salute. I servizi doganali hanno effettuato recentemente due sequestri analoghi: in questo caso sono state trovate cassette porta attrezzi, anch'esse con il logo rossocrociato.

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SDA-ATS