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Le autorità ginevrine sono "terribilmente tristi e scioccate" per la morte della socioterapeuta che ha accompagnato ieri un detenuto in occasione di un'"uscita educativa". Nel corso di una conferenza stampa, il governo cantonale ha annunciato la sospensione immediata di tutte le uscite, nonché lo svolgimento di un'inchiesta amministrativa. La vittima era sposata e aveva un figlio di pochi mesi.

Dopo aver presentato le condoglianze dell'esecutivo ai famigliari della vittima, i consiglieri di Stato David Hiler, Pierre Maudet e Pierre-François Unger hanno indicato che il prigioniero - con doppia nazionalità francese e svizzera - era stato condannato nel 2001 a cinque anni di reclusione per aver stuprato una donna a Ginevra. Mentre si trovava in libertà provvisoria, ha violentato - sempre nel 2001 - una seconda donna in Francia, dov'è stato condannato a 15 anni di reclusione.

Dopo aver chiesto di espiare la pena in Svizzera, il detenuto è stato incarcerato negli stabilimenti penitenziari dell'Orbe, nel canton Vaud. Nell'agosto 2012 è stato trasferito nella struttura della Pâquerette a Ginevra.

Nell'ambito di questo particolare istituto di detenzione - unico del genere in Svizzera - è stato deciso un piano di reinserimento nella società. In quest'ambito è prevista la possibilità di uscite educative, accompagnate o no.

Nel caso del detenuto in questione, uno psicologo ha autorizzato attività psicomotorie con i cavalli. La prima uscita di questo genere si è svolta il 3 settembre senza che siano stati notati comportamenti "inadeguati" da parte del detenuto. Quella di ieri sarebbe stata la seconda. Il detenuto, Fabrice A., è tuttora latitante.Oggi, il dispositivo di ricerca ha coinvolto le polizie elvetiche, francese e tedesca. Un'operazione di vaste proporzioni, con la partecipazione di una sessantina di agenti, si è svolta nelle vicinanze di Basilea, dov'è stato localizzato il cellulare della vittima. La perquisizione di uno stabile doganale in disuso a Weil am Rhein (D) non ha però dato alcun esito.

La socioterapeuta che lo accompagnava ieri è stata scelta per questa missione dalla direzione della Pâquerette a causa delle sue grandi competenze di psicologa e criminologa, nonché della sua grande pratica: dal 2007, data della sua assunzione, ha accompagnato oltre 200 uscite. Non è invece stata lei - ma pure una donna - ad accompagnare il detenuto in occasione dell'uscita del 3 settembre.

"Questo tremendo dramma urta il buonsenso e pone una serie di domande", ha sottolineato Pierre Maudet. Un'inchiesta amministrativa è stata affidata all'ex consigliere di Stato Bernard Ziegler. Nel frattempo, il Cantone ha deciso di sospendere per una durata indeterminata tutte le uscite di detenuti dipendenti dalle autorità di esecuzione ginevrine.

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SDA-ATS