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Giovedì si apre il processo all'ex capo della polizia guatemalteca Erwin Sperisen davanti al Tribunale criminale di Ginevra: il cittadino con la doppia nazionalità svizzera e guatemalteca è accusato di aver "pianificato, ordinato o commesso l'assassinio di dieci detenuti" nel paese centroamericano. Rischia oltre 10 anni di prigione.

A Sperisen, arrestato a Ginevra il 31 agosto 2012, il Ministero pubblico del cantone lemanico rimprovera di aver organizzato, pianificato e diretto "operazioni volte ad eliminare dei detenuti" mentre dirigeva la polizia nazionale civile del Guatemala dal luglio 2004 al marzo 2007.

Il 25 settembre 2006, nel quadro di un'operazione di ripresa del controllo della prigione di Pavón da parte dei servizi di sicurezza del Guatemala, Sperisen avrebbe ordinato l'esecuzione di sette detenuti, uccisi a colpi d'arma da fuoco. "Dato il suo rango gerarchico supremo in seno alla polizia nazionale - indicava un comunicato del Ministero pubblico lo scorso gennaio - Sperisen avrebbe partecipato in modo decisivo a queste esecuzioni extragiudiziali. In un caso sarebbe intervenuto di persona".

Un caso analogo sarebbe avvenuto il 3 novembre 2005, quando un evaso da un centro penitenziario guatemalteco era stato catturato da agenti della polizia nazionale civile. L'uomo sarebbe stato ucciso a colpi d'arma da fuoco, "conformemente alle istruzioni di Sperisen". Anche in questo caso, il luogo del reato sarebbe stato trasformato in scontro fra i poliziotti e l'evaso.

Un terzo episodio si sarebbe verificato il 1. dicembre 2005: due evasi catturati dalla polizia nazionale civile sarebbero stati uccisi "conformemente agli ordini e con l'autorizzazione di Sperisen".

Il 43enne, che dal suo arresto è stato interrogato a 11 riprese, contesta le accuse e chiede l'assoluzione.

SDA-ATS