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GE: esaminata azione civile Hannibal Gheddafi

GINEVRA - Il Tribunale di prima istanza di Ginevra ha dedicato stamani una prima udienza alla domanda di risarcimento di Hannibal Gheddafi in seguito alla pubblicazione delle sue foto segnaletiche nella "Tribune de Genève" il 4 settembre 2009. Il figlio del leader libico ritiene di aver subìto una violazione della sfera privata.
Nell'azione legale intentata lo scorso 22 dicembre, Hannibal Gheddafi ha citato congiuntamente il Cantone di Ginevra - ritenuto responsabile del comportamento del funzionario che ha trasmesso le foto - e il giornale ginevrino, che le ha pubblicate.
Per bocca del suo rappresentante David Lachat, il Cantone lemanico ha auspicato una rapida conclusione del procedimento: "una soluzione giudiziaria celere potrebbe agevolare l'appianamento della crisi fra la Libia e la Svizzera", ha sottolineato l'avvocato, secondo cui il Tribunale dovrebbe determinare unicamente l'entità dell'indennizzo.
Il legale della "Tribune de Genève", Marc Hassberger, auspica invece un esame approfondito del caso, con l'apertura di un'istruttoria volta a determinare i fatti. Il difensore del giornale ritiene inoltre che la procedura riguardante la "Tribune" dovrebbe essere disgiunta da quella concernente il Cantone, perché i reati sono di diversa natura: violazione del segreto d'ufficio per il Cantone e lesione alla personalità per il giornale.
Quest'ultimo punto di vista è stato contestato dall'avvocato Charles Poncet, rappresentante di Hannibal Gheddafi. La vittima di una violazione della sfera privata - ha sostenuto - può agire simultaneamente contro tutti gli autori della stessa. Per il torto morale subìto, il figlio del leader libico chiede una riparazione di 100'000 franchi, una somma ben superiore ai risarcimenti generalmente concessi nel Cantone, che non eccedono di regola i 10'000 franchi.

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