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L'ex capo della polizia nazionale civile guatemalteca Erwin Sperisen ricorre contro la condanna all'ergastolo inflittagli il 6 giugno dal Tribunale criminale di Ginevra. Lo annunciano oggi i suoi legali, denunciando una sentenza "arbitraria" resa al termine di un processo "condotto in violazione dei diritti della difesa".

In un comunicato, gli avvocati affermano che la stragrande maggioranza dei testimoni citati in appoggio alla sentenza sono "criminali guatemaltechi". "Né il tribunale, né la difesa, hanno avuto modo di interrogarli, in violazione delle condizioni poste dalla Convenzione europea dei diritti umani", affermano i legali.

La difesa ritiene inoltre di essere stata "imbavagliata a più riprese" e deplora che "numerose prove che scagionavano l'imputato siano state ignorate o taciute nella motivazione fornita dal Tribunale criminale".

Venerdì scorso l'ex capo della polizia guatemalteca è stato riconosciuto colpevole di aver partecipato all'esecuzione extragiudiziale di sei detenuti e di averne personalmente ucciso uno nel 2006, durante un assalto delle forze dell'ordine in un penitenziario vicino a Guatemala City.

Cittadino con la doppia nazionalità svizzera e guatemalteca, il 43enne si è rifugiato in Svizzera nel 2007. Arrestato nel 2012 a Ginevra, Sperisen si trova da allora in detenzione preventiva.

SDA-ATS