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L'ex capo della polizia nazionale civile del Guatemala Erwin Sperisen è stato condannato all'ergastolo oggi dal Tribunale criminale di Ginevra, al termine di un processo durato tre settimane. Secondo i giudici, il cittadino svizzero e guatemalteco ha partecipato all'assassinio di sei detenuti nel paese centroamericano e ha ucciso personalmente uno dei prigionieri del penitenziario di Pavon nel 2006.

La Corte ritiene che Sperisen abbia agito per motivi "egoisti" e in modo "particolarmente odioso". Nel misurare la pena - identica a quella sollecitata dal Ministero pubblico venerdì scorso - i giudici ginevrini hanno tenuto conto del numero delle vittime e della "particolare assenza di scrupoli" dell'imputato.

Basandosi sulle numerose testimonianze, ritenute credibili e concordanti, il Tribunale è giunto alla conclusione che Sperisen ha agito quale co-autore delle esecuzioni, svoltesi durante un assalto della polizia a Pavon, vicino a Guatemala City, un penitenziario da tempo controllato dagli stessi prigionieri.

I detenuti - rileva il Tribunale - non sono morti nel quadro di uno scontro con le forze dell'ordine, ma sono stati uccisi nel corso di esecuzioni extragiudiziali, un fatto confermato sia dalle testimonianze che dalle perizie medico-legali.

L'assalto, condotto inizialmente sotto la responsabilità del sistema penitenziario, è stato affidato successivamente alla polizia nazionale civile, "il che ha posto in pratica Erwin Sperisen alla testa delle operazioni". L'alto ufficiale è inoltre stato visto "ai posti cruciali nei momenti cruciali", sottolinea la Corte nella sua sentenza. Sperisen, inoltre, ha ucciso di persona un detenuto con il quale avrebbe intrattenuto una vertenza personale.

L'unico argomento invocato dall'imputato per la propria difesa - prosegue la Corte - è stato quello di affermare che le testimonianze sono menzognere. In merito agli elementi presentati durante il processo, l'imputato ha fornito dichiarazioni "generali e superficiali", sottolineano i giudici.

Sperisen è invece stato prosciolto dall'accusa di essere coinvolto nell'esecuzione di tre prigionieri evasi nel 2005 dal penitenziario "El Infiernito". In questo caso, i giudici hanno ritenuto che non esistano prove sufficienti della colpevolezza dell'ex capo della polizia, assente durante l'intervento delle forze dell'ordine volto a catturare i fuggiaschi.

Arrestato a Ginevra nell'agosto 2012, il 43enne era accusato di aver partecipato o di essere coinvolto nell'uccisione di complessivamente dieci detenuti nel corso di due interventi della polizia. L'uomo era stato denunciato da diverse ONG che lottano affinché siano puniti i responsabili delle esecuzioni extragiudiziali verificatesi nel paese centroamericano.

In un comunicato, le ONG in questione salutano la decisione del Tribunale ginevrino, definita "una tappa importante per la lotta contro l'impunità". La condanna di Sperisen "è un segnale forte all'intenzione degli autori, anche i più altolocati, di crimini gravi", rilevano.

Per i fatti rimproverati a Sperisen è già stato giudicato in Austria l'ex suo braccio destro Javier Figueroa, prosciolto l'anno scorso da una giuria popolare. In marzo, la giustizia spagnola ha deciso di processare l'ex ministro guatemalteco dell'interno Carlos Vielmann, accusato di aver autorizzato le operazioni di Pavon e "El Infiernito".

La giustizia ginevrina dovrà tuttavia tornare ad occuparsi del caso di Sperisen: i suoi difensori hanno annunciato che faranno ricorso contro la sua condanna.

SDA-ATS