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L'ambasciatore di Francia è "persona non grata" alle cerimonie di commemorazione per i 20 anni dal genocidio in Ruanda. Lo riferisce lo stesso diplomatico. La decisione di Kigali arriva dopo le critiche del presidente Paul Kagame, che accusa la Francia di aver avuto un ruolo nel genocidio.

Le autorità hanno ritirato l'accredito dell'ambasciatore Michel Flesch alle cerimonie di oggi dove avrebbe dovuto rappresentare la Francia, al posto della ministra della giustizia Christhiane Taubira che aveva annullato il suo viaggio dopo le critiche rivolte a Parigi dal presidente Kagame.

Il presidente in particolare aveva denunciato "il ruolo diretto della Francia nella preparazione del genocidio" e di aver partecipato anche alla sua attuazione. "Ieri alle 22:30 il ministero degli esteri ruandese mi ha telefonato per comunicarmi che non ero più accreditato alle cerimonie", ha spiegato Flesch aggiungendo che non si recherà quindi allo stadio Amahoro della capitale Kigali dove questa mattina cominciano le commemorazioni ufficiali per ricordare il ventennale del genocidio.

L'ambasciatore non potrà nemmeno recarsi a deporre una corona di fiori al memoriale del genocidio di Gisozi come previsto.

Intanto l'ex primo ministro francese Edouard Balladur, in carica dal 1993 al 1995, durante il genocidio in Ruanda, ha definito "una menzogna interessata" le accuse del capo dello stato ruandese, Paul Kagame, che coinvolgono Parigi nella carneficina.

Ai microfoni di Europe 1, Balladur si è rammaricato per il fatto che Parigi abbia pensato di inviare un ministro a Kigali per le commemorazioni del massacro, poiché "gli incidenti (diplomatici, ndr) che si verificano erano prevedibili, tenendo conto di Kagame e dei suoi abituali usi".

SDA-ATS