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Venti anni dopo il genocidio in Ruanda "la vergogna" dell'Onu per non averlo potuto impedire non è stata cancellata. Lo ha detto il segretario delle nazioni Unite Ban Ki Moon dando il via alle cerimonie ufficiali di commemorazione.

Pur rendendo omaggio al "notevole coraggio" di membri dell'Onu presenti in Ruanda all'epoca dei massacri, il segretario generale ha detto: "Avremmo potuto fare di più. Avremmo dovuto fare di più. I caschi blu sono stati ritirati dal Ruanda nel momento in cui c'era più bisogno (...). Nello spazio di una generazione la vergogna non è stata cancellata".

"Il genocidio dei tutsi è stata una delle pagine più oscure della storia dell'umanità. Per cento giorni è stato versato il sangue, dopo 20 anni le lacrime scorrono ancora", ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite.

L'Onu ritirò la maggior parte dei suoi 2.500 effettivi in Ruanda a metà aprile del 1994, nel momento peggiore dei massacri cominciati il 7 aprile di quell'anno, subito dopo l'abbattimento dell'aereo su cui viaggiava il presidente Hutu Juvenal Habyarimana. Tra aprile e luglio di quell'anno morirono circa 800.000 persone in gran parte della minoranza Tutsi.

Ban ha anche ricordato che un anno dopo il genocidio in Ruanda, a Srebrenica, in Bosnia, si consumò un altro massacro in una zona sotto protezione Onu. Il segretario dell'Onu ha anche evocato "il silenzio della comunità internazionale nel momento in cui avevate più bisogno di lei".

SDA-ATS