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L'ex presidente statunitense George W. Bush non si recherà sabato prossimo in visita a Ginevra. L'organizzazione caritativa ebraica Keren Hayessod, che lo aveva invitato per una serata filantropica, ha deciso di rinunciare alla sua venuta. Diverse denunce sono state inoltrate nei suoi confronti - senza però costituzione di parte civile - e lunedì un ex prigioniero di Guantanamo avrebbe dovuto fare altrettanto.

Keren Hayessod ha giustificato questa decisione con i rischi di disordini nel caso di manifestazioni. In un'intervista pubblicata sabato dalla "Tribune de Genève", l'avvocato dell'organizzazione, Robert Equey, ha spiegato che "non si può giocare con la sicurezza delle persone e delle cose a Ginevra". Secondo lui le denunce non hanno invece giocato alcun ruolo nella scelta.

Un punto di vista non condiviso da Julie Gromelon, rappresentante della Federazione internazionale dei diritti umani (FIDH), secondo cui l'ex presidente statunitense avrebbe rinunciato al suo viaggio per paura di doversi confrontare con le vittime. Secondo lei i rischi per la sicurezza di Bush sarebbero stati trascurabili.

Gromelon ha inoltre rivelato che il giornalista sudanese Sami El Haj avrebbe inoltrato lunedì all'ufficio del procuratore di Ginevra una denuncia per le torture subite durante la sua detenzione nella prigione di Guantanamo, fra il 2001 e il 2008. "La denuncia non avrebbe potuto essere archiviata", ha aggiunto. L'avvocato statunitense Kathrin Gallagher, specialista dei casi legati ai detenuti di Guantanamo, avrebbe inoltre raggiunto Ginevra per sostenere la causa.

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SDA-ATS