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L'accusa, nel clima elettorale incandescente, si sente da giorni in giro nelle strade di Berlino: i golpisti sono fuggiti tutti in Germania, e sarebbero ben noti nella comunità locale. Materiale che alimenta il tifo per Erdogan, e il suo referendum.

A questa voce si aggiunge adesso la rivelazione che il servizio di sicurezza turco Mit abbia spiato circa 300 turchi in Germania, ritenendoli seguaci del predicatore Guelen, responsabile, secondo Ankara, di aver orchestrato il colpo di Stato fallito qualche mese fa in Turchia. L'elenco è stato fornito dallo stesso Mit al capo del BND tedesco, Bruno Kahl, a margine della conferenza di sicurezza di Monaco, come ha scritto oggi la Süddeutsche Zeitung.

Molto ferma la reazione del governo, a Berlino: "Se fosse vero sarebbe molto grave, ma non posso al momento né confermare né smentire", ha affermato il ministro degli Esteri Sigmar Gabriel. Mentre il collega dell'Interno, Thomas De Maizière, ha avvertito: "Le attività di spionaggio sul suolo tedesco sono punibili e non le tollereremo. Questo vale per ogni stato straniero e anche per ogni servizio segreto". Nella lista consegnata dagli 007 di Ankara compaiono anche i nomi di 200 istituzioni turche in Germania, come scuole e associazioni. E si pensa che anche alcuni imam si siano messi a disposizione per questa operazione di spionaggio.

Il BND tedesco ha passato le liste ai rispettivi Länder, per far informare le persone che ci sono finite dentro: il principio è che i cittadini che vivono in Germania non possono essere spiati da organi stranieri, in linea col diritto tedesco.

L'ennesima occasione di scontro fra Berlino e Ankara esplode proprio nelle ore dell'avvio - ieri come in tutta Europa - del voto dei turchi residenti in Germania, per il referendum costituzionale del 16 aprile. Una consultazione per la quale sul territorio tedesco sono chiamati al voto 1,4 milioni di aventi diritto. E che avviene dopo le liti sulle uscite pubbliche dei politici turchi in Germania, e nel contesto avvelenato dai confronti con il nazismo da parte di Ankara.

L'elettorato che risiede in Germania è molto importante per Erdogan: si tratta di turchi che vivono nel Paese anche da cinque decenni, e che provengono spesso da ambienti conservatori, secondo gli analisti.

SDA-ATS

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